Davanti al nostro giudice: una vita nuova!

WIlliam Blake, The woman taken in adultery (1805 circa)

WIlliam Blake, The woman taken in adultery (1805 circa)

Marina di Minturno
13 marzo 2016
V domenica di Quaresima

Chissà che cosa avrà scritto Gesù sulla terra, nella polvere della terra?
Avete fatto a caso a questo particolare del Vangelo che abbiamo ascoltato?
Resta un mistero!
C’è chi ne ricava che “dunque Gesù sapeva scrivere!”
Chi, invece, ne coglie il carattere di “mistero” e di indecifrabilità
Chi dice che scrivesse i nomi di chi gli stava davanti e i suoi peccati (come dice san Girolamo)
Chi, come sant’Agostino, fanno riferimento a testi dei profeti
Altri ancora mettono in evidenza il particolare del dito: Gesù scrive con il dito di Dio…
E tuttavia questo scrivere a terra è la risposta del Signore agli scribi e ai farisei
Che gli conducono una donna colta “con le mani nel sacco”, in pieno delitto!

Questa donna non ha scusanti! Non possiamo addurre motivi o pretesti
Ha violato direttamente e in maniera chiara la Legge data a Mosè
Che cosa bisogna fare in questi casi? Come regolarsi?
Applicare la Legge? Lapidare chi commette questi crimini come è scritto nella Bibbia?
Molti pensano che i cristiani dicano questo
Che la Chiesa sia un luogo di torture indicibili e inflessibili per chi sbaglia!
Ci sono tanti che pensano che in Chiesa vengano i nuovi scribi e farisei…
Pronti a lapidare chi non segue la Legge di Mosè!

Quante ne abbiamo dovute sentire – e quante ne sentiremo ancora – su questa questione
Della legge delle unioni civili anche per le persone omosessuali
Come se – e molti cattolici, addirittura preti, tra questi! – nelle Chiese
Le persone omosessuali o chi non è risposato o convivente
Fosse oggetto di violenze, torture o non si sa che cosa!
Sappiamo bene che non è così …anzi!
Chi conosce solo un poco la storia recente e il magistero
La Chiesa è forse l’unica istituzione che si è occupata della cura pastorale delle persone omosessuali
Fin dagli anni settanta in modo ufficiale, ma anche prima nell’azione concreta dei confessori

Ma quello che ci insegna il Vangelo è che Gesù non interpreta la Legge in modo così letterale
Dalla constatazione del delitto, che in questo caso è l’adulterio
Non passa alle conseguenze prescritte, che sarebbero la lapidazione
Conduce le persone non a giudicare gli altri, ma a giudicare se stessi…
E questo è un’indicazione che vale per tutti noi!
Perché ognuno di noi ha dentro di sé lo spirito dell’accusatore
– nell’Apocalisse san Giovanni presenza il diavolo come “l’accusatore dei nostri fratelli” –
Vediamo uno che si comporta male – o anche solo come non piace a noi – e lo critichiamo
Persino in chiesa si fa così! Ci sono alcune donne che vanno in chiesa per giudicare questo o quello
O addirittura il prete, il vescovo o il Papa…
E se tu dici loro di stare in silenzio e di pregare
– perché in chiesa si prega e non si dovrebbe fare altro, tanto meno sparlare o darsi bacetti –
Addirittura ti rispondono come se fossero delle nobili signore importunate da qualche cosa

Così, per prima cosa dobbiamo imparare che tutti siamo colpevoli davanti a Dio
E, in un certo senso, davvero Gesù che scrive a terra è l’unico che può permettersi di giudicare gli altri!
Ma non lo fa… o, meglio, lo fa ma non per condannare
Questo ci rivela oggi il Vangelo… Gesù è lì come giudice
A Lui il Padre ha posto in mano ogni cosa e ogni giudizio sul mondo e sugli uomini!
Ma questo giudizio Egli non lo usa per condannare, ma per offrire una vita nuova…
Eh sì… l’abbiamo ascoltato nella prima lettura
“Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche!
“Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?”
Le cose passate e antiche sono il mondo del peccato, della condanna
In Gesù c’è un mondo nuovo: quello di una vita nuova!

Molti, ahimè, usano queste parole per dire una cosa totalmente contraria a quello che ci dice Gesù!
Vorrebbero dire che Gesù tollera il peccato, non chiede la conversione
“Quello lì è stato lasciato dalla moglie… e non si deve rifare una vita?”
Gesù non ha confermato la donna nel suo peccato, non gli ha detto
“Non preoccuparti, non fa niente… prova a fare la brava, se ci riesci!”
Gesù le ha detto: “Neanch’io ti condanno…” cioè
“Io potrei condannarti, perché sono il tuo giudice
“E in base alla Legge di Mosè dovrei condannarti, ma io sono l’autore di ogni Legge
“Io sono Dio che tu hai tradito e posso anche perdonarti!”
E poi ha aggiunto “…va’ e non peccare più!”
Non come un consiglio benevolo, una bella pacca sulla spalla…
Oh, no! Ma come un nuovo comandamento… una parola efficace
Come se dicesse: “Ora stabilisco di nuovo un’alleanza con te!
“Perché voglio la tua vita e non la morte a cui il peccato ti conduce
“Cammina alla luce della santità che ti offro, della mia Parola piena di forza e di efficacia!
“Sii una persona nuova con un modo di agire totalmente nuovo!”

Una parola questa, che riceviamo anche noi quando ci confessiamo
Perché confessarsi è fare questa esperienza continuamente, sempre di nuovo!
Noi, accusati dal fariseo interiore che ci abita e che vorrebbe la nostra umiliazione
E tentati dal desiderio di farla franca e di dirci: “Sono fragile, e Dio è tenerezza e accoglienza”
“Tanto Dio è buono e non vede queste cose!”
Noi, che riconosciamo peccatori e meritevoli della condanna nel Signore,
Ci mettiamo davanti a Lui per farci giudicare con giustizia!
Ed ecco che Egli, invece, ci dona questa Parola, una nuova legge da vivere
Quella della misericordia donata, della santità possibile e realizzabile
Siamo assolti e ci vien detto: “va’… non peccare più!”
E lo possiamo per la forza ricevuta dal Sacramento! Per il suo dono di amore!
Noi – se ci confessiamo davvero – possiamo essere ormai santi!
E vivere solo dello sguardo pieno di amore e di confessione del nostro giudice divino!
Se restiamo a terra, lì dove Egli scrive la Legge dello Spirito che vuole consegnarci
Ecco che si aprono le porte della santità…
La via dell’amore vero ed eterno!

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dalla Regola di vita
Abitazione e stile di vita
Nella cella non possono entrare altre persone se non la persona cui è assegnata e, in casi eccezionali, il responsabile della comunità. Ogni incontro, anche tra membri della fraternità, è bene che avvenga in luoghi deputati a questo e che la comunità avrà cura di individuare.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.