Dio ha la sua dimora in noi

btv1b55003938zMarina di Minturno
1 maggio 2016
VI Domenica di Pasqua

 

“Quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé,
“come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?” (Dt 4,7)
Così c’è scritto nel libro del Deuteronomio
E più avanti si legge: “… il Signore tuo Dio è in mezzo a te, Dio grande e terribile” (Dt 7,21b)
Ma nel Vangelo di oggi c’è qualcosa di più grande e forte!

Qualcosa che il profeta Ezechiele aveva immaginato:
“Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi
“e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme.” (Ez 36,27)
e che Gioele ha ripetuto: “io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo
“e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie;
“i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.
“Anche sopra gli schiavi e sulle schiave in quei giorni effonderò il mio spirito. (Gl 3,1-2)

Però ciò che ci dice il Signore nel Vangelo è ancora più forte e importante:
“…prenderemo dimora…” cioè, abiteremo… staremo stabilmente
La residenza, come la nostra, è nei cieli… ma la dimora di Dio è nella vita di chi crede!
Non solo una vicinanza, non solo uno stare con, o in mezzo
Non solo una particolare presenza dello Spirito Santo
Ma tutto Dio, tutta la Trinità che abita nel cuore di chi crede!

Ecco il grande annuncio che oggi di raggiunge e che dovrebbe farci guardare dentro
Per scoprire che siamo dimora della Santissima Trinità
O almeno potremmo esserlo!
Lo siamo quando viviamo in Dio, nella sua luce, quando il peccato non scaccia questa presenza
Lo siamo quando la sua Parola è la nostra guida, l’Eucaristia ci nutre
E siamo fedeli ai suoi comandamenti
Ma anche se non lo siamo… il nostro cuore è fatto per ospitare Dio
Siamo stati “costruiti” per Dio, fatti a immagine sua
In noi può prendere dimora la Santissima Trinità!
Anche se non lo vogliamo, anche se siamo di un’altra religione
Siamo fatti per questo e non possiamo pensare di essere diversi
Siamo stati creati così!

Possiamo, allora, comprendere come soltanto nell’accoglienza della Santissima Trinità
Una persona trova la sua vera pace, la sua “realizzazione”
Solo quando nella vita di una persona abita tutto Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo
Solo allora in quella persona scoppia la pace e c’è la pacificazione di ogni cosa
La riconciliazione, la vita vera…

Ma se in noi non abita Dio – e il Dio vero, quello che Gesù ci dona! –
Allora  la vita dell’uomo è piena di insoddisfazione
Dobbiamo accontentarci di qualcosa che però non ci soddisfa fino in fondo
E siamo sempre in guerra, in conflitto, non riconciliati dentro di noi!
C’è una pace che il mondo vuole offrirci e che, sebbene può essere di aiuto in alcuni momenti,
Non può mai davvero colmare il nostro cuore
Possiamo illuderci che saremo in pace quando si saranno colmati i nostri desideri
I fidanzati si illudono che saranno in pace quando saranno sposati
Quelli che cercano un lavoro quando avranno un lavoro finalmente
Possiamo illuderci che saremo in pace quando avremmo obbedito ai comandamenti
Quando avremmo fatto tutte le cose che Gesù ci chiede per bene
Possiamo illuderci che saremo in pace quando gli altri ci lasceranno in pace
Quando finalmente potremmo fare, cioè, quello che vorremmo fare
Possiamo persino illuderci che saremo in pace quando moriremo
Così finalmente andremo da Gesù!
Ma … è solo illusione

Noi saremo in pace quando cominceremo ad accogliere la Trinità in noi
Quando ci scopriremo abitati dalla sua presenza viva
E quando lasceremo che Dio stesso ci costruisca, ci edifichi, ci purifichi e ci salvi
La vita piena di pace e di felicità è quella in cui lasciamo Dio abitare in noi
E compiere la sua opera in noi e attraverso di noi

Vi leggo queste parole che ha scritto la beata Teresa di Calcutta

Non si tratta tanto di quanto effettivamente “ abbiamo ” da dare, ma di quanto siamo vuoti,
in modo da poter ricevere pienamente nella nostra vita e di far si che Lui viva la sua vita in noi.
Oggi lui vuole rivivere in voi la sua completa sottomissione al Padre; consentitegli di farlo.
Non importa quello che provate, ma ciò che egli sente in voi.
Distogliete lo sguardo da voi stessi
e rallegratevi di non avere nulla, di non essere nulla, di non poter far nulla.
Ogni qualvolta questa vostra nullità vi spaventa, fate un gran sorriso a Gesù.
Questa è la povertà di Gesù.”

Sì, accogliere la Trinità in noi è vivere la povertà di Gesù dentro di noi
La povertà della Vergine Maria, quella di san Giuseppe…
La povertà di chi vuole che la propria vita non sia nient’altro che una dimora di Dio
Una casa dove la beata Trinità può amare, agire, santificare!
È per questo che ci nutriamo del Signore Gesù!
È proprio per questo che ora in Gesù riceviamo la nostra vera pace!
È per questo che siamo invitati ora a vivere in comunione con il Signore!

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dalla Regola di vita
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per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
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che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.