Ama come tu sei amato!

Vincent van Gogh, Il Buon Samaritano (1890)

Marina di Minturno
7 luglio 2016
XV domenica del Tempo Ordinario

“Fa’ questo e vivrai!” e poi “Va e anche tu fa’ così”
Entrare nella vita eterna non è un diritto! Non è una rivendicazione!
Non è neanche questione di esser buoni o cattivi! È, invece, un fare…
Importante! Essenziale! Prezioso!
Bisogna “fare” qualcosa per poter entrare nella vita, quella vera
Non possiamo accettare, noi cristiani, quelli che pensano che basti vivacchiare
Oppure quelli che si fanno soltanto condurre qua e la da qualsiasi vento
O chi aspetta che la vita decida per loro, che aspettano il “destino”, il “fato”
Il compiersi di profezie oscure o di preveggenze strane

Gesù ci insegna che occorre fare qualcosa per vivere davvero
Le opere, insomma, sono importanti! Non si può soltanto credere e poi tutto verrà!
Bisogna agire perché possiamo, in qualche modo, essere protagonisti della nostra salvezza.

“Tutto procede da Dio;
“Non però restando noi come sonnacchiosi, come restii ad ogni sforzo, quasi contro voglia.
“Senza la tua volontà, in te non ci sarà la giustizia di Dio.
“Indubbiamente la volontà non è che la tua, la giustizia è solo di Dio.
“Senza la tua volontà, la giustizia di Dio può esserci, ma in te non può esserci se sei contrario…
“Sarai opera di Dio non solo in quanto sei uomo, ma anche in quanto sei giusto…
“Chi ti ha formato senza di te, non ti renderà giusto senza di te..”
Ci insegna sant’Agostino (discorso 169,13)

E san Leonardo da Porto Maurizio scrisse in una sua meditazione:
“Salvarci! ecco la nostra grande, la nostra unica occupazione.
“Quando non si tratta che delle faccende di questo mondo, se non ci pensi, un altro può pensarci per te;
“Ma quando si tratta di quella grande della tua salvezza eterna, se non ci pensi, chi può pensarci per te?
“Se non te ne prendi cura, chi può assumere questo incarico per te?
“Se non ti aiuti da te stesso a salvarti, chi ti salverà ?
“Quel Dio che ti ha creato senza di te, non vuole salvarti senza di te.
“Se vuoi salvarti, bisogna che tu ci pensi”

Ora… qui viene la questione cui risponde la parabola del Samaritano… che cosa dobbiamo fare?
Amare Dio… come nostro prossimo e in Lui amare ogni persona!
Ecco, in sintesi, la risposta del Signore Gesù!
Questo prossimo, infatti, di cui parla la parabola è proprio il “samaritano”, lo straniero
Che, nella simbologia di Gesù, è Dio stesso che si fa accanto all’uomo ferito e mezzo morto

La prima cosa da fare, allora, è proprio riconoscere che Dio si fa nostro prossimo
Nella sofferenza, nel dolore, nella sconfitta, nella disillusione, nella disperazione…
Dio non ci lascia preda del male e della sofferenza
Ma “come buon samaritano viene accanto ad ogni uomo piagato nel corpo e nello spirito
“e versa sulle sue ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza”
– come recita un prefazio della Messa –
Ed è proprio così! Se uno è nella morte, nella povertà può scoprire che Gesù è vicino
Che Dio si fa prossimo, accanto, vicino con la sua opera di salvezza
Solo chi è occupato in molte cose – come il levita, il sacerdote, la persona impegnata e ricca –
Non può riconoscere questa presenza misericordiosa del Signore
Così la prima cosa da fare è farsi piccoli, poveri, scoprirsi bisognosi di aiuto
E vedere che c’è Dio accanto a noi, riconoscerLo come nostro prossimo
Dio, infatti, non è uno lontano da noi, ma ci è accanto!

E poi c’è un’altra cosa da fare! Imitarlo…
Dio che, facendosi prossimo, ci guarisce e ci sana
Ci dona un compito: “Fa’ anche tu lo stesso!”
L’amore per gli altri, la predilezione per i più abbandonati, i più bisognosi
Non nasce da una necessità umana e sociale, come può essere per il comune
Non viene da una bontà filantropica, come può essere per un ricco che vuol far del bene
Non viene da un sentimento di compassione che spinge verso qualcuno che è “poveretto”
Amare gli altri nasce da un comando di Gesù chiaro ed esplicito!
Dobbiamo amare come Dio ci ama…
Come sei amato, così devi amare anche tu!

Annuncio straordinario questo fare per la salvezza!
Non è, come nell’Antica Alleanza, obbedire alla Legge ed esser puri davanti a Dio
Non è, come si pensa oggi, essere brave persone, gentili e sempre disponibili
Le opere che rendono operante la fede
Sono scoprire Dio vicino nelle angosce, nelle sofferenze
E imitarlo nel suo amare, nel suo essere prossimo!
Straordinario questo annuncio!
Ogni uomo, anche noi, può accoglierlo!
Ognuno può vivere alla luce di questo Vangelo una vita nuova
Nella comunione con il Signore e nell’amore vissuto per Lui e per gli altri!

Accogliamo, allora, il buon Samaritano che si fa nostro prossimo
Lasciamoci guarire e sanare da lui
E alla luce del suo amore, anche noi amiamo come siamo stati amati!

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dalla Regola di vita
Vita di preghiera
L’Eucaristia è celebrata ordinariamente nella liturgia della sera, a meno che esigenze straordinarie non impongono altro.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.