Archivio di agosto 2008

matrimonio di Francesco

Diciamolo subito… all’inizio…
Un mese fa proprio a quest’ora Germano era appena morto
Eravamo nel pianto e nella tristezza
Ora dopo un mese Francesco si sposa
E siamo nella gioia e nell’allegria
È possibile? Ci staremo sbagliando?
Io penso di no… e non solo perché Germano desiderava essere qui
E si stava preparando per esserci
Ma anche per un motivo più profondo e importante:
La morte e l’amore sono strettamente legati tra di loro
Sono due aspetti importanti dell’esistenza
Ci portano al cuore della nostra vita in maniera opposta
Ma anche così simile e così decisiva
L’uno – la morte – la porta a compimento
L’amore le dona qualcosa di speciale…
Ma…
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Benvenuto!!!!

22 agosto 2006. Getsemani,
festa della Regalità della Vergine:
ho fissato la “Regola di vita”.
Cerco di viverla io per primo…
22 agosto 2007:
la Regola va on line!
28 gennaio 2008:
sono in una chiesa molto bella
San Tommaso a Fondi…
14 settembre 2008:
L’ Arcivescovo di Gaeta mi chiede
Di vivere la Regola con rigore
E di proporla ad altri
Mi affida una parrocchia
San Biagio a Marina di Minturno
5 giugno 2009:
Cominciamo a vivere insieme
Secondo la Regola

La strada continua sotto lo sguardo
Del Signore e della Vergine Maria

Visita di tanto in tanto queste pagine…
Cresceranno, anche grazie a te!

Il Signore ti benedica e ti dia pace

francesco

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Abitazione e stile di vita
Il luogo ordinario della vita fraterna è la giornata in ogni suo momento. Il suo stile di fondo è l’amicizia fraterna, secondo la più autentica tradizione monastica. Anche la “vita di cella” rientra in questo: nessuno può essere davvero amico degli altri se non è amico di se stesso e del suo Creatore.
  • Mt 18,19-20
    19 In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. 20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». […]
Quid novi
  • Nessun evento

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.