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22 agosto 2006. Getsemani,
festa della Regalità della Vergine:
ho fissato la “Regola di vita”.
Cerco di viverla io per primo…
22 agosto 2007:
la Regola va on line!
28 gennaio 2008:
sono in una chiesa molto bella
San Tommaso a Fondi…
14 settembre 2008:
L’ Arcivescovo di Gaeta mi chiede
Di vivere la Regola con rigore
E di proporla ad altri
Mi affida una parrocchia
San Biagio a Marina di Minturno
5 giugno 2009:
Cominciamo a vivere insieme
Secondo la Regola

La strada continua sotto lo sguardo
Del Signore e della Vergine Maria

Visita di tanto in tanto queste pagine…
Cresceranno, anche grazie a te!

Il Signore ti benedica e ti dia pace

francesco

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Vita di povertà
La vita di povertà non è un’opzione ideologica, ma è attuazione del comando del Signore al ricco del Vangelo: “Va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri”. Essa nasce dalla condivisione dei doni ricevuti dal Signore ed è il presupposto di ogni autentica sequela.
  • Salmo 69/68, 1-19
    1 Al maestro del coro. Su «I gigli». Di Davide.2 Salvami, o Dio:l’acqua mi giunge alla gola.3 Affondo in un abisso di fango,non ho nessun sostegno;sono caduto in acque profondee la corrente mi travolge.4 Sono sfinito dal gridare,la mia gola è riarsa;i miei occhi si consumanonell’attesa del mio Dio.5 Sono più numerosi dei capelli del mio capoquelli che mi odi […]

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.