Archivio di marzo 2010

Il punto sulla pedofilia nella Chiesa

Per approfondire un tema scottante e per essere “cooperatori della verità”: Il punto sulla pedofilia nella Chiesa.

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Via Crucis

28 marzo 2010
20:00a22:00

Domenica 28 marzo 2010
Presso il comprensorio archeologico di Minturnae

Preghiamo insieme la via Crucis per le antiche vie di Minturnae.
Vie dove predicarono gli apostoli san Pietro e san Paolo.

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San Bonifacio

Molti mi chiedono: chi è san Bonifacio?
Ecco un breve profilo biografico…
Nato a Crediton nel Devonshire (Inghilterra sud-occidentale) nel 680; morto a Dokkum in Frisia nel 754. Bonifacio, battezzato con il nome di Wilfrid o Wynfrith, decise di diventare monaco all’età di cinque anni, dopo avere ascoltato i racconti di monaci in visita a casa sua. Iniziò a sette anni la sua educazione, prima alla scuola di un monastero presso Exeter, e quindi all’abbazia benedettina di Nursling (Hampshire) presso Winchester. Qui studiò sotto l’abate Winbert, divenne monaco e quindi direttore e insegnante della scuola. Scrisse la prima grammatica latina prodotta in Inghilterra.
Wilfrid fu ordinato prete a 30 anni, e nonostante i suoi successi nell’insegnamento e nella predicazione, volle raggiungere San Willibrord come missionario in Frisia. Ottenuto un riluttante consenso dal suo abate Winbert, partì con due confratelli. Il suo primo viaggio missionario nella primavera del 716 fallì per la rivolta di Radbod, e in autunno fece ritorno in Inghilterra. I monaci di Nursling cercarono di farlo rimanere eleggendolo abate alla morte di Winbert, ma egli rifiutò sentendosi chiamato alla missione. Nel 718, andò a Roma, dove il papa San Gregorio II lo inviò a predicare ai pagani in Germania, cambiando il nome di Wilfrid in Bonifacio (15 maggio 719: il nome è quello del martire la cui festa cadeva il giorno precedente).
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Strutture di comunione
Il Signore Gesù ha legato l’efficacia di ogni evangelizzazione all’amore reciproco, alla comunione tra i suoi discepoli e la tradizione monastica è stata sempre e ovunque scuola di fraternità vera ed esigente. Lo scopo ultimo per il quale la fraternità esiste è quello di essere tra gli uomini e nella Chiesa una “parabola di comunione” secondo la bella espressione di frère Roger di Taizé.
  • Salmo 69/68, 1-19
    1 Al maestro del coro. Su «I gigli». Di Davide.2 Salvami, o Dio:l’acqua mi giunge alla gola.3 Affondo in un abisso di fango,non ho nessun sostegno;sono caduto in acque profondee la corrente mi travolge.4 Sono sfinito dal gridare,la mia gola è riarsa;i miei occhi si consumanonell’attesa del mio Dio.5 Sono più numerosi dei capelli del mio capoquelli che mi odi […]

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.