Un nostro amico: san Seraphim di Sarov

La famosa icona di san Seraphim scritta da Gregory Krug

Oggi è la festa di un “santo”che ci è molto caro
anche se non possiamo (ancora) venerarlo…

San Seraphim di Sarov

eccolo nella famosa icona di Krug!
cliccando sull’immagine potete conoscerlo un po’ di più—

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dalla Regola di vita
Strutture di comunione
Ogni anno, infine, la comunità si ritrova per qualche giorno per un periodo di discernimento e di scelte in vista dell’anno sociale che si apre. In questa sede si prendono le decisioni fondamentali per la vita liturgica, comunitaria e professionale.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.