Vi ho chiamato amici

La Fraternità di san Bonifacio ti invita ad un percorso di fede
per scoprire la bellezza dell’amicizia

Vi ho chiamato amici

Alla scoperta dell’amicizia…

 presso la parrocchia di san Biagio V.M.
a Marina di Minturno (Latina)

Il cammino fino al Natale

2 ottobre        incontro iniziale: presentazione del cammino
                          Veglia di Taizé
9 ottobre        incontro                L’amicizia: che cos’è?
23 ottobre      Veglia di Taizé
6 novembre    incontro                Come nasce l’amicizia
20 novembre  Veglia di Taizé
4 dicembre     incontro                I frutti dell’amicizia
18 dicembre    Veglia di Taizé

 

gli incontri iniziano intorno alle 19.00, dopo la Messa delle ore 18.00;

la Veglia di Taizé sarà alle 20.00;

per i momenti forti ci sarà un programma a parte.

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dalla Regola di vita
Regola di vita della Fraternità di San Bonifacio
Missionaria perché si dona alla Chiesa e al mondo al servizio dell’incontro del Vangelo con le persone e le culture di ogni tempo e di ogni luogo. In modo speciale essa esercita questa missione attraverso il lavoro dei suoi membri, l’attenzione contemplativa al mondo in cui vive, i rapporti di amicizia personali e comunitari e attraverso l’attuazione dell’invito del Concilio Vaticano Secondo nel Decreto Ad Gentes al n. 18: “Poiché la vita contemplativa interessa la presenza ecclesiale nella sua forma più piena, è necessario che essa sia costituita dappertutto nelle giovani Chiese”.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.