Andiamo anche noi a morire con Lui!

Sono le parole che Tommaso dice quando Gesù decide di “salire” a Gerusalemme  (Gv 11,16). Gli Apostoli capiscono che Egli va incontro alla morte. E comprendono che devono seguirlo per la stessa via. Sembrerebbe di no! Ma proprio questa piccola espressione che Giovanni ci rivela evidenzia la consapevolezza che i Dodici hanno di dover donare la loro vita proprio come il Maestro. Gesù, il Signore, per primo dona la sua vita, seguito da una moltitudine di fratelli e di sorelle. Egli non è solo il primogenito di quelli che risorgono dai morti (Col 1,18), ma è anche la primizia di coloro che sono morti (1 Cor 15,20) abbandonandosi alla volontà del Padre per la salvezza del mondo. E noi, chiamati a seguirlo per questa via, siamo invitati in questa settimana a contemplare il dono d’amore del Figlio per noi, contemplarlo per poterlo imitare quando e come lo Spirito ce lo indicherà!

Buona Settimana Santa!

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dalla Regola di vita
Vita di obbedienza
Ogni membro della comunità ha il dovere personale di approfondire e di superare interiormente il proprio dissenso riguardo alle norme comunitarie che non condivide. In questo può essere di grande aiuto il confronto con la propria guida spirituale e il dialogo sincero con ciascuno dei membri della comunità.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.