Andiamo incontro al Signore Gesù con le scarpe dei Santi

St-Charles-Lwanga-240x300Marina di Minturno,
29 novembre 2015
I domenica di Avvento

Di fronte agli attentati di Parigi di qualche settimana fa
Un giornalista italiano scrisse una riflessione che può sembrare di buon senso
Piangere e pregare non basta…
I francesi e gli europei saranno più forti dei barbari alle porte, e di quelli tra noi.
Un modo di dimostrarlo è andare avanti con le nostre vite.
Chiudersi, sospettare gli uni degli altri, cambiare abitudini: sarebbe un modo di dargliela vinta.
Non deve accadere.
I ragazzi europei escano per strada
E vadano ad ascoltare musica e a ballare, stasera, nelle nostre belle città autunnali”

Possiamo essere d’accordo su questo, ma non fino in fondo
Se le abitudini che non dobbiamo cambiare consistono
Nella cultura dello scarto, come la chiama il Papa
Nella derisione della religione e nella sua negazione
Nel sostenere con i nostri soldi l’industria del divertimento ad ogni costo
Nell’accettare una cultura che attende la liberalizzazione delle droghe leggere
Del sesso in ogni modo, della fecondazione artificiale e dell’eutanasia
Non possiamo accettare che i ragazzi europei escano per strada facendo finta di niente
Ed è davvero significativo che il Vangelo oggi, ogni prima domenica di Avvento, in realtà
Ci inviti a non continuare a vivere come abbiamo sempre fatto
Ma ci chiede di prendere in seria considerazione che il Signore Gesù viene a giudicare il mondo
Se siamo atterriti e giustamente sconvolti dalla ferocia dei terroristi
Non possiamo non renderci conto che molti quel venerdì sera vivevano cercando
Di dimenticare gli affanni della vita nella dissipazione e nelle ubriachezze
E che la via che il Vangelo ci propone è radicalmente diversa da quella di non cambiare abitudini
Come il buon senso dell’opinione pubblica ci suggerisce

Qual è questa via evangelica che ha la forza di vincere il male?
Non solo i terroristi di qualunque specie siano, ma perfino il male che abita il nostro cuore!
Il Papa ha voluto compiere un viaggio significativo in Africa proprio in questi giorni
E nell’incontro con i giovani che ha fatto proprio ieri non li ha invitati a uscire per strada
Ad andare a ballare, ascoltare musica nelle belle città autunnali
Vi leggo che cosa ha detto loro
… aprite la porta del vostro cuore e lasciatelo entrare. Lasciar entrare Gesù nella mia vita.
E quando Gesù entra nella tua vita, ti aiuta a lottare, a lottare contro tutti i problemi…
“Lottare con il mio desiderio e lottare con la mia preghiera.
Siete disposti a combattere? Siete disposti a desiderare il meglio per voi? [Sì!]
Siete disposti a pregare, a chiedere a Gesù che vi aiuti nella lotta? [Sì!]
Se io trasformo il negativo in positivo, sono un trionfatore.
Però questo si può fare solamente con la grazia di Gesù. Siete sicuri di questo?…
Siete disposti a trasformare nella vita tutte le cose negative in cose positive? [Sì!]
Siete disposti trasformare l’odio in amore? [Sì!] Siete disposti a trasformare la guerra in pace? [Sì]
Siate consapevoli che siete un popolo di martiri. Nelle vostre vene scorre il sangue dei martiri!
E per questo avete la fede e la vita che adesso avete [giovani: Sì!]
E questa fede e questa vita è così bella, che si chiama la “perla dell’Africa”
Il Papa, insomma, ha addirittura proposto ai giovani africani la via del martirio!
Indicando loro proprio i martiri del Rwanda che morirono non solo per Cristo
Ma per rifiutare le offerte del re del paese che gli diede la possibilità di essere liberi
Se avessero accettato di andare a letto con lui, di vivere una vita agiata nella sua corte!

Quale proposta accetteremo? Quella del buon senso del giornalista o quella della fede del Papa?
A che cosa inviteremo i giovani della nostra parrocchia?
A far finta di niente o a mettere in Gesù e nel suo Vangelo l’unica speranza?
L’inizio dell’Avvento ci invita chiaramente a prendere le distanze da uno stile di vita
Fatto di dissipazioni, divertimento, ricco di affanni della vita e povero di felicità
Per assumere uno stile di vita vigilante, attento a ciò che accade attorno a noi
Per cominciare a vivere nella speranza di una liberazione piena e totale della nostra vita!
Gesù, infatti, Colui che attendiamo con perseveranza e forza in questo tempo,
Viene per donarci una libertà piena
Quella dal peccato, dal male che ci abita, dalla rabbia del cuore
Egli verrà alla fine dei tempi
Ma viene anche ora nel segno del pane e del vino
Per nutrirci e sostenere il nostro cammino verso di Lui
Perché lasciarci prendere dalla dissipazione? Dalle ubriachezze? Da una vita affannata?
Accogliamo l’invito di Gesù
E con semplicità andiamo incontro a Lui
Con una vita santa, una vita ricca del Vangelo, una vita vissuta al soffio dello Spirito Santo!
Proprio stamattina sono state presenti qui le scarpe che indossava in vita Santa Maria Cristina Brando
La fondatrice delle Suore vittime espiatrici di Gesù sacramentato
Indossiamo le scarpe dei martiri, le scarpe dei santi
Per andare incontro a Colui che per amore ha donato la vita per noi!
E facciamo di questo avvento un vero allenamento per una vita cristiana sempre più vera e radicale!

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dalla Regola di vita
Vita di preghiera
Questi momenti comuni di preghiera personale sono chiaramente distinti dalla liturgia per la forma e il tempo ad essi dedicati in modo che se ne comprenda immediatamente la diversa importanza.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.