Aprile 2015

2015-04-05 19.11.14Ecco la Pasqua che è esplosa con tutta la sua forza! Con tutta la sua potenza di grazia!
Gesù risorto spalanca le porte della morte e delle nostre morti quotidiane per investire la nostra vita con la sua luce, con la sua vita!
L’Alleluia che risuona dalla notte di Pasqua rallegra la vita del creato e – basta unire le proprie voci a quelle di ogni creatura – anche la nostra!
andrea.00Abbiamo vissuto un triduo pasquale come al solito ricco di momenti e per certi versi “stancante” … ma ci ha rigenerati con forza e grazia!

Intanto abbiamo anche accolto Marco, che farà con noi un periodo di discernimento! pregate per lui … e per noi! e abbiamo avuto le visite belle di Andrea (orami un nostro amico “storico” e anima del gruppo monachesimo nel terzo millennio tra tradizione e rinnovamento) e di Pietro che ci ha fatto assaporare un po’ di spirito agostiniano e ci ha fatto “tremare”!pietro.54
Daniel ha fatto un bell’intervento – testimonianza all’incontro diocesano della vita consacrata e ora si dedica a completare gli studi per il baccellierato!
Angelo, invece, ha addirittura rilasciato un’intervista ad una web radio, Radio Giovani Arcobaleno! potete ascoltarla qui:

😀

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dalla Regola di vita
Vita di comunione ecclesiale
La comunione ecclesiale è il grembo su cui riposa tutta la vita personale e comunitaria della fraternità. Essa è anzitutto comunione con il mistero della Chiesa nella sua pienezza. In modo speciale la fraternità vive un profondo legame con la Chiesa gloriosa dei santi e degli angeli e si sente onorata della loro amicizia e della loro intercessione, e con la Chiesa del Purgatorio che cerca di sostenere e di sollevare con la preghiera e l’offerta delle proprie sofferenze.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.