cercare Dio…

aversaAversa, monastero di San Biagio
31 gennaio 2016
IV domenica del tempo ordinario

 

Voglio anzitutto dare un caro saluto a questa bella comunità di monache
Che è ricca di vita e di fede e anche di anni!
Il nostro Papa, Francesco, spesso ci dice dell’importanza nella società delle persone anziane…
E questo è vero anche nella Chiesa: mettersi alla scuola di chi ha vissuto per Gesù così tanti anni
È un privilegio, una grande grazia che Dio ci offre
Uno potrebbe pensare: a che serve ormai la vita di una monaca di settant’anni
Che è stata tutti questi anni in monastero, chiusa a pregare?
Se fosse stata in mezzo alla gente, a fare cose, parlare, aiutare… magari era un po’ utile
E così devono aver pensato quelli di Nazareth!
Gesù gli annuncia che c’è la salvezza – che è Lui stesso donato a loro – ma
Quelli vorrebbero che facesse qualcosa, qualche miracolo, qualche cosa bella!
E vogliono buttarlo giù dalla montagna dove si trova il loro paese

Così oggi molti pensano – anche nella Chiesa! purtroppo – dicono:
“Se una cosa non serve meglio buttarla! Se una persona non ci serve meglio metterla da parte!”
Se un bambino che nasce ci crea problemi meglio abortirlo
Se una persona anziana non serve più a niente meglio farla morire dolcemente
Se Dio non risolve i nostri problemi lasciamolo stare…

È venuto dalle nostre parti un prete di quelli che vanno di moda adesso
Di quelli che lottano contro qualcosa…
E ha detto una frase sibillina: “Non mi interessa sapere chi è Dio, mi basta sapere da che parte sta!”
Nel suo discorso voleva tirare Dio da un parte e non mettersi alla ricerca di Dio
Proprio come gli abitanti di Nazaret!
Non gli interessava chi fosse Gesù, che cosa annunciasse
Gli interessava se stava dalla loro parte, se li aiutava
“Altrimenti non ci servi”

Ora, invece, proprio nella Regola di san Benedetto il primo passo per capire
Se uno è chiamato alla vita monastica – ma questo vale per la vita di ogni cristiano, però! –
Consiste nel vedere se “cerca Dio”, se vuole sapere chi è Dio, conoscerlo, accoglierlo, amarlo!
È quello che manca a quelli di Nazareth… è quello a cui ha rinunciato il “prete scomodo famoso” di prima
Cercare chi è Dio
Scoprirlo in Gesù
Andare dietro a Gesù
Che non cerca consensi facili e applausi
Non cerca maggioranze, accordi politici
Gesù ci chiama a seguirlo
Anche contro il parere di tutti gli altri-
Anche se significa perdere la vita, la faccia

Così ha fatto san Biagio!
Così tutti i martiri!
Così hanno fatto i profeti come Geremia della prima lettura!
Così dobbiamo fare anche noi: rischiare di perdere tutto per Gesù
Per seguire Lui e non le aspettative della società

Che cosa ha detto Gesù di così sconvolgente?
Richiamando gli episodi della vedova di Zarepta e di Naamàn
Ha fatto ben capire a quelli di Nazaret che i segni prodigiosi
Sono per gli stranieri, per quelli che sono fuori del popolo
Per noi… per noi che conosciamo chi è Lui
Basta la sua presenza viva, basta la sua Parola
E nient’altro dobbiamo cercare e volere
E se cerchiamo altro e vogliamo altro
Dobbiamo evangelizzare il nostro cuore, il nostro sentimento
Dirigerlo verso di Lui
Dobbiamo, cioè, imparare ad amare non tanto i doni di Dio
Quanto Lui che ce li offre

Così abbiamo davanti oggi una bella sfida: imparare a convertire i nostri desideri
Imparare a educare i nostri desideri!
Non dobbiamo chiedere e aspettarci ciò che noi vogliamo da Dio
Ma dobbiamo accogliere Lui che si dona a noi
Non dobbiamo volere qualcosa da Gesù
Ma dobbiamo disporci a seguirlo nella strada che ci mette davanti
Come veri discepoli!

Così possiamo essere cristiani credibili
Per questo nostro tempo
Per questo nostro mondo!
Sia che siamo nella clausura
Sia che viviamo tra la gente
Sia che siamo nel letto della sofferenza
In ogni situazione, in ogni modo di vita
Possiamo seguire Gesù
E trovare la nostra pace
Non nella realizzazione dei nostri sogni
Ma nell’andare dietro a Gesù che ci invita
Nell’accogliere Lui
Che è l’unica gioia che un uomo può avere!

E sì, perché la felicità dell’uomo
Non è, come ci ha educato a pensare la pubblicità,
Soddisfare i propri desideri e realizzare i propri sogni
Ma è rispondere con generosità e pienezza
A Colui che ci ha creato e ci ha salvato
A Colui che ora si offre a noi
Perché amandolo e servendolo possiamo trovare l’autentica felicità!

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dalla Regola di vita
Vita di lavoro
Ogni membro della comunità, perciò, ha un’attività lavorativa che compie con zelo e impegno e in cui acquisisce un livello abbastanza alto di professionalità.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.