Chi è Colui che è condannato?

Tiziano Vecellio, Gesù e il buon ladrone

Tiziano Vecellio, Gesù e il buon ladrone

Marina di Minturno
20 marzo 2016
Domenica delle Palme

 

C’è un condannato che si rivela passo passo.

È un innocente come abbiamo sentito:
“Non trovo in quest’uomo nessun motivo di condanna”
Un innocente che però è condannato!
Come molti di cui sentiamo le storie
Come noi credenti in diverse parti del mondo
Persino qui, condannati perché il Vaticano è ricco
Condannati perché la Chiesa è indietro
Condannati perché ancora andiamo dietro a favole medievali
Eppure innocenti… non c’è motivo di condanna vera!
Come Gesù… accusati solo per il nome di “cristiani”

Ma questo condannato si rivela, poi, come
Un vero e proprio avvocato che accusa e difende
Accusa le donne e il loro pianto ipocrita
Ma chiede l’assoluzione per chi lo uccide
Accusa il cuore dell’uomo che piange senza tener conto della sua miseria
Ma domanda il perdono per l’uomo che lo uccide selvaggiamente!

E subito dopo ecco che questo innocente condannato, fattosi avvocato
Lo scopriamo re e giudice!
È un re coronato di spine e ammantato del rosso del suo sangue
È un giudice che dichiara la liberazione del condannato che si affida a Lui
Quest’uomo non è un condannato come tutti
Egli regna sulla croce e giudica ogni cosa con misericordia e forza!

E infine Egli si rivela come il Figlio amato del Padre
A Lui, al Padre suo, consegna lo Spirito
E ci rende spettatori nel tempo dell’amore infinito
Che regge il mondo e ogni cosa… persino la nostra piccola vita!

Gesù oggi si rivela a noi nella passione
Come l’innocente che è condannato
Come il nostro avvocato che denuncia il male che ci circonda e chiede misericordia per noi
Come il nostro re che ci giudica con misericordia quando ci affidiamo a Lui
Come il Figlio donatore dello Spirito fonte della vita

La sua morte è germe di vita nuova
E noi possiamo riconoscerci in Lui
Lasciarci accusare da Lui
Lasciarci difendere da Lui
Donarci a Lui come il nostro Re
Abbandonarci a Lui come il nostro giudice di misericordia
Accogliere da Lui, Figlio prediletto, la forza dello Spirito Santo!

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dalla Regola di vita
Abitazione e stile di vita
Ordinariamente la casa non è di proprietà della comunità, né della fraternità. Essa non è isolata, ma è collocata in un ambiente urbano o nelle sue immediate vicinanze.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.