contra diabolum

Dopo un inizio un po’ particolare in cui il Signore ci ha condotti a iniziare la quaresima
eccoci che ci indica il mistero nascosto in questo tempo che ci è davanti.
Un periodo di quaranta giorni che anche lui ha vissuto e a cui ci invita ogni anno
per poter salire con Lui verso Gerusalemme e celebrare la Pasqua con Lui
e da Lui essere salvati, rinnovati e resi sempre più capaci di vivere il battesimo!
Chi ci conduce nel deserto quaresimale è lo Spirito Santo!
Sì… non la nostra buona volontà, non il “si è sempre fatto così”, non l’abitudine!
Sia, invece, lo Spirito Santo a farci incamminare in questa strada.
E che cosa c’è al termine?

Qui c’è una sostanziale differenza tra noi e il Signore Gesù!
Gesù dopo i quaranta giorni, come abbiamo sentito, lotta con il tentatore nella battaglia della Passione.
Noi, invece, siamo partecipi della sua vittoria contro il diavolo!
Un teologo ortodosso ha scritto che “Dovremo vagare quaranta giorni nel deserto della quaresima.
Al termine, però, brilla già la luce della Pasqua, la luce del Regno” (Aleksander Schmemann).
Ma per Gesù non è così! La Pasqua è per lui la lotta tremenda e piena di dolore, fino alla morte, contro il diavolo.
La Quaresima, così, ci mette davanti l’esistenza di questa persona spirituale.
Come papa Francesco ci ha ricordato recentemente:
Alcuni dicono: ‘No, satana non esiste: noi abbiamo dentro un pò,
per le nostre malattie materiali, spirituali, psichiche abbiamo questa tendenza anche al male’.
è vero che noi siamo feriti, siamo persone ferite; ma satana esiste: è il seduttore”.
Altri ancora riducono l’azione di satana alle manifestazioni esteriori e spettacolari o a ogni cosa che va male.

Proprio la Parola di Dio di oggi, invece, ci fa scoprire che la vera azione di satana è nel cuore dell’uomo.
E anche Gesù, che è Dio, ma che si è fatto vero uomo, sperimenta questa azione.
E ci fa vedere come satana agisce nel cuore e nella vita di una persona.
Il diavolo parte da una cosa banale, semplice: hai fame e potresti fare qualcosa per saziare la tua fame.
Hai un bisogno, un desiderio e vorresti subito realizzarlo. “Fallo. Perché no?”
L’azione del diavolo parte sempre da una cosa banale, semplice. Che però si impone.
Che diventa una affermazione di sé stessi. Una cosa che “devi fare” altrimenti non sei libero … ecc. ecc.
Possiamo vedere in questo molto della parabola del mondo contemporaneo
che nasce da una ribellione non motivata a dei modi di vivere, a delle usanze tradizionali.

Ma poi il lavoro del diavolo porta oltre e conduce a cominciare ad immaginarsi come i signori del mondo.
Come quelli che possono superare qualunque ostacolo con il proprio impegno e la propria volontà.
Possiamo addirittura pensare di buttarci giù e invocare Dio come protettore.
Dio passa dall’essere quello che ci costringe con le sue leggi a quello che deve aiutarci.
Molto spesso la pratica religiosa trova un grande ostacolo in questa mentalità diabolica:
Dio deve fare quello che voglio io! Dio mi deve fare questa grazia! E così via.

E alla fine il piano del diavolo si rivela pienamente quando ci chiede di adorare lui.
Quando, cioè, ci mette le catene della riconoscenza, del dover ricambiare a lui quello che ha fatto per noi.
Quando la nostra devozione e il nostro impegno non è più verso Dio e il suo Regno
ma verso altre cose come il lavoro, la famiglia, la salute, la carriera e mille altre cose
che ci rendono schiavi, adoratori di cose create e non di Dio!

Il Signore Gesù vince per noi tutte queste insidie e il Vangelo, mentre ce le insegna e ce le mostra,
ci dona anche un annuncio straordinario e splendido: Gesù per noi ha vinto il diavolo!
Non solo possiamo capire come agisce nel nostro cuore e possiamo, così, sfuggire alle sue trappole,
ma sappiamo anche che non dobbiamo lottare noi contro satana: il Signore l’ha fatto per noi
e noi possiamo essere partecipi della sua vittoria, della sua Pasqua!
Così i quaranta giorni della nostra quaresima non sono tanto una nostra lotta contro satana
ma una contemplazione continua della miseria in cui satana ci conduce con il peccato, da una parte
e dell’amore immenso e misericordioso con cui il Signore ci salva e ci permette di servire Lui, dall’altra.
Con il dispiacere per i nostri peccati e con lo sguardo verso Gesù che ci libera
camminiamo nel deserto della quaresima per purificare gli occhi del nostro cuore
ed essere pronti a lasciarci rinnovare totalmente dalla Pasqua del Signore

Valledacqua, 1marzo 2020
I domenica di Quaresima
Gen 2,7-9; 3,1-7 Sal 50 Rm 5,12-19 Mt 4,1-11

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Vita di povertà
La vita di povertà non è un’opzione ideologica, ma è attuazione del comando del Signore al ricco del Vangelo: “Va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri”. Essa nasce dalla condivisione dei doni ricevuti dal Signore ed è il presupposto di ogni autentica sequela.
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