di più

Se c’è un desiderio che abitava il cuore di Gesù – e che lo abita ancora, in realtà –
è quello di “sfamare”, “dissetare”, di offrire la vita a ogni creatura.
Il Vangelo oggi ce lo fa capire bene:
i discepoli avrebbero voluto “congedare la folla”, anche giustamente.
Hanno fatto quello che dovevano fare, forse anche qualcosa in più,
e ora ognuno può andare a casa sua…
Ma Gesù no! Gesù non vuol solo insegnare e guarire
Gesù vuole sfamare e prendersi cura totalmente di queste persone!

E così facendo si rivela pienamente Dio!
Perché dall’eternità Egli sazia la fame e la sete del Padre suo!
Perché, con il Padre, condivide il desiderio di donare la vita, di rendere vivente ogni cosa!
In questo “di più” – che oltre ogni “di più” che noi possiamo dare e donare –
in questo “di più” noi scorgiamo Gesù che è Dio e non (solo) uomo.
E, attraverso di Lui, vediamo anche il volto del Padre riflesso nel suo!

Ora i discepoli non immaginavano nemmeno che questo segno del pane
sarebbe andato ben oltre i cinquemila uomini che erano lì!
Non sapevano che il “di più” del loro Maestro volesse arrivare fino a Valledacqua
e anche percorrere il tempo, fino a giungere alle ultime generazioni dell’uomo.
Ma noi lo sappiamo… o, meglio, lo intuiamo!

Il desiderio che abita il cuore di Dio non è quello di una vendetta
non è nemmeno quello di una perfezione morale che desidera da noi.
Dio vuole colmare ogni persona della sua vita!
Dio vuol condividere la sua vita con noi… con ogni uomo!
Solo così possiamo intendere il mistero del Corpo e del Sangue del Signore che oggi celebriamo!
Ma, ciò che è più bello e straordinario, è che il Signore ci rende partecipi di questo suo desiderio divino!
Avrebbe potuto dire agli Apostoli: “Andate a riposare… a loro ci penso io!”
E invece, no… li coinvolge in questo “di più” che Egli desidera.
E così anche per noi!
Se siamo raggiunti dal mistero dell’Eucaristia non è per avere un piccolo privilegio da gustare
Non è nemmeno perché possiamo starcene accoccolati con Gesù come fosse il nostro innamorato!
Se lo Spirito che a nima il Corpo e il Sangue di Gesù ci raggiunge
allora ci invita a partecipare a questo “di più” che è il fuoco che arde nel cuore di Dio.

Questa festa, infatti, spinge la Chiesa ad uscire con il suo Signore!
Questo giorno vede le nostre comunità andare fuori dal cenacolo
per donare a tutti la presenza viva del Signore, per offrire a tutti il pane vivo!
Anzi… per mostrarci al mondo come quello che si stringono e si costruiscono attorno all’Eucaristia!
Uno spettacolo strano e disturbante per le logiche di chi è lontano da Dio!
Ma è una gioia per tutti coloro che aspettano la manifestazione di noi, Popolo di Dio!
La creazione, addirittura, attende questa uscita, questa manifestazione…
E noi, che viviamo la processione eucaristica qui lo scopriremo in modo speciale!

Accogliamo, allora, il Signore Gesù che vuole coinvolgerci nel “di più”, nell’“oltre” del suo amore.
Lasciamo che il suo Spirito non solo ci sazi e ci disseti col Corpo e Sangue del Signore
ma facciamo che ci renda il Popolo santo di Dio (G.E.,6), la sua Chiesa vivente
che è la fonte da cui ogni creatura può attingere l’amore della Trinità
e può essere sfamata, dissetata e saziata!

Valledacqua, 23 giugno 2019
Domenica del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo
Gen 14,18-20   Sal 109   1Cor 11,23-26   Lc 9,11-17

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I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
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al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
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Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.