Dicembre 2015; gennaio e febbraio 2016

IMAG0267Vi raccontiamo questi tre mesi in cui abbiamo vissuto l’attesa del Signore, il mistero del Natale e ora siamo nel deserto, in cammino verso la Pasqua del Signore, nella Quaresima.

Come al solito la preparazione al Natale è stata ricca di bellezza e forza nel Signore. Abbiamo anche fatto una bella veglia di preghiera nella Chiesa di San Pietro a Fondi dove don Gianni ci ha accolti con affetto e disponibilità piena. Le grandi feste del Natale le abbiamo trascorse con molta serenità e la consolazione di Dio che ci ha guidato a scoprire nell’incarnazione la radice della nostra salvezza!

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Aversa – San Lorenzo ad Septimum

A gennaio abbiamo accolto Fabio per alcuni giorni e poi abbiamo avuto la visita pastorale dell’Arcivescovo in parrocchia. Per l’occasione abbiamo anche sistemato la sacrestia rendendola più funzionale e più bella. Abbiamo pregato una veglia anche nella restaurata chiesa di San Giovanni a mare a Gaeta. A fine mese siamo andati a fare un pellegrinaggio ad Aversa accompagnati da don Ernesto e, insieme ai parrocchiani, abbiamo incontrato la comunità delle monache benedettine di San Biagio.

A febbraio abbiamo celebrato la festa di san Biagio con una bella processione e con una sentita celebrazione presieduta dall’Arcivescovo. Abbiamo quindi iniziato subito la Quaresima con i nostri tempi di digiuno, di preghiera del corpo. E continuiamo così verso la Pasqua gloriosa del Signore!

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dalla Regola di vita
Vita di preghiera
Sono da evitare la pratica comune di devozioni popolari particolari legate ai mesi dell’anno (mese di maggio, mese di giugno, mese di ottobre, ad esempio): le motivazioni del loro uso pastorale non sono applicabili alle necessità spirituali della fraternità. Se qualche membro della comunità vuole vivere queste devozioni lo fa personalmente, in accordo con il proprio (la propria) responsabile e con il consenso della propria guida spirituale.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.