divisione

Fuoco… battesimo, cioè acqua!
Sono due immagini che ci parlano dello Spirito Santo.
Gesù desidera che questo “dono” arrivi presto,
per Lui, perché viva la sua Pasqua
e per tutti, perché possano davvero trovare la vita vera.
Ma noi immaginiamo che questa vita vera sia subito una cosa “pacifica”
e, invece, la prima cosa che opera lo Spirito Santo
– ci insegna il Vangelo – è la divisione!
Com’è possibile? Ci chiediamo!

Ci succede spesso che magari pensiamo di andare da qualche parte
e la strada, invece di andar dritta e scorrevole, è fatta tutta di curve e salite, discese…
oppure che dopo aver provato una bella esperienza di fede – ma succede anche con l’amore, l’amicizia –
poi diventiamo freddi, insensibili, come se quello fosse un antico ricordo
o ancora accade che ci aspettiamo che quando raccontiamo agli altri del Signore
o anche di qualche esperienza bellissima che abbiamo fatto
ci aspettiamo che ne siano infiammati, entusiasmati e restiamo delusi
perché gli altri ci guardano come a dire “e allora? che c’è di così bello?”

Ecco… questo suscita l’azione dello Spirito Santo nella vita di chi crede.
Una divisione.
Tra chi accoglie questo dono, questa forza e chi non lo accoglie.
Il dono della fede non crea subito “armonia”, “pace”, “unità”!
Tanto che molti, specialmente oggi, vedono nelle religioni un ostacolo alla pace nel mondo
e, addirittura – talvolta con qualche ragione –, la causa di ogni guerra e ostilità tra le persone.
Le ragioni per cui il Signore ha posto questa “legge” nel corso della storia sono due!

La prima è che la pace deve nascere dalla scelta libera e consapevole di ogni persona.
E ognuno ha i suoi tempi, ha la sua libertà, ha il suo cammino da compiere.
Questo, inevitabilmente, ci porta a dividerci, a separarci, a compiere strade diverse.
La pace non è un semplice camminare insieme, ma un ritrovarsi dopo tanti cammini diversi.

La seconda ragione è che l’autentica comunione viene non dallo stare bene insieme
e neanche dal condividere uno stesso ideale, una uguale passione.
La vera comunione è dirigersi verso l’unica sorgente, che è la vita di Dio.
Come i raggi di un cerchio, che sono distanti
e si riuniscono non avvicinandosi gli uni agli altri ma convergendo verso il centro.
La nostra unità, l’unità dell’umanità, viene non dall’andare l’uno verso l’altro
ma dal dirigersi con decisione verso Dio e il suo Regno.

Per questo dobbiamo accogliere la “divisione” che lo Spirito Santo crea
con i nostri familiari, con i nostri amici, con le persone che ci piacciono.
Dobbiamo saperla vivere in un’ottica di fede e di speranza:
sapendo che se camminiamo verso il Signore, in Lui ci ritroveremo in una unità straordinaria!
Ora noi provenendo da luoghi, famiglie e storie così diverse
insieme andiamo verso il centro della nostra vita:
Gesù che ci fa partecipi del suo fuoco, che è lo Spirito Santo;
del suo battesimo che è la sua Pasqua e che si compie per noi!
Questo ci divide da tutto, ma ci unisce in modo unico e indissolubile!
Da questo nostro andare verso Dio può sorgere l’unica e vera pace…

Andiamo con gioia verso l’altare del Signore!
Lasciamoci battezzare nella sua morte e nella sua risurrezione!
Lasciamoci bruciare dal suo fuoco di amore!
Lasciamoci costruire in questa comunione che viene dall’alto
per essere un Vangelo di speranza, di vera pace, per ogni persona che la cerca.

Valledacqua, 18 agosto 2019
XX domenica del tempo ordinario
Ger 38,4-6.8-10   Sal 39   Eb 12,1-4   Lc 12,49-53

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I monaci hanno fatto l'Europa,
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La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
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verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
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verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.