è nella notte…

È nella notte che i prodigi di Dio si compiono.
È nel silenzio che Dio agisce, crea, provvede, salva.
È nella debolezza che si sperimentano le provvidenze di Dio.

L’annuncio che abbiamo ricevuto non è registrabile dagli strumenti di ricerca dell’uomo.
Nessuna telecamera, nessun testimone potrebbe darci un’idea.
Di tutto il resto della vita del Signore Gesù possiamo avere una minima documentazione storica.
E comunque semmai potessimo tornare indietro nel tempo
potremmo vedere, registrare, raccogliere materiale.
Ma della risurrezione no.
Questo evento resta indisponibile all’uomo.
Un po’ come la creazione.
Potremmo avvicinarci a questo evento, ma senza mai giungervi con pienezza.
E così la risurrezione del Signore Gesù.
perché…

È nella notte che i prodigi di Dio si compiono.
È nel silenzio che Dio agisce, crea, provvede, salva.
È nella debolezza che si sperimentano le provvidenze di Dio.

Così non abbiamo altra via, per conoscere il Vangelo
– che è la Risurrezione annunciata e dispiegata in ogni modo –
che entrare nella notte della croce;
lasciarci assordare dal silenzio di Dio;
restare nella debolezza del Verbo esanime sulla pietra della tomba di Giuseppe d’Arimatea.
Per cogliere la forza esorbitante di Gesù risorto non c’è altra via!
La notte, il silenzio, la debolezza;
in una parola: la Croce.

È nella notte che i prodigi di Dio si compiono.
È nel silenzio che Dio agisce, crea, provvede, salva.
È nella debolezza che si sperimentano le provvidenze di Dio.

Vorrebbero togliere la croce – e soprattutto il crocifisso – dalla nostra vita cristiana.
Non resterebbe nulla; resteremmo prigionieri di noi stessi!
Per poter lasciare che la Pasqua illumini la vita occorre passare per la via della Croce.
È per questo che un ricco non può passare per la cruna di un ago (Mc 10,25; Mt 19,24; Lc 18,25):
ma un povero può.
È per questo che è beato colui che piange (Lc 6,21) e colui che è perseguitato (Mt 5,10-11).
È per questo che nella storia cristiana solo chi si è umiliato, è stato esaltato (Mt 23,12; Lc 14,11; Lc 18,14).

O Spirito di Gesù risorto, facci restare nella notte
e tienici lontano dai tanti “nuovi giorni” di cui il mondo è pieno!
O Spirito del Signore risuscitato, insegnaci il silenzio
che è la vita eterna del Padre e del Figlio.
o Spirito Santo, indicaci la via dell’umiltà,
la via della piccolezza che conduce al cuore del Padre
che ci fa essere simili al Verbo che per noi è morto e risorto!

Valledacqua, 20 aprile 2019
Veglia Pasquale
Rm 6,3-11, Sal 117, Lc 24,1-12

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