figli di Dio

altare Natale 2018Valledacqua, 25 dicembre 2018
Natale
Is 52,7-10   Sal 97   Eb 1,1-6   Gv 1,1-18

Se fosse solo nato nella capanna o nella grotta
povero ed emarginato, ai confini della storia
non ci sarebbe interessato!
Farebbero bene a cercare
– come ha fatto google in questi giorni –
altre ragioni per festeggiare il Natale.
Perché ci sono tante tradizioni in cui si festeggia in questi giorni.

Se riducessimo la nascita del Signore
a questo quadretto del presepe
– “perché le tradizioni vanno rispettate!” –
o al buon esempio in salsa un po’ contestataria
– “ancora oggi emarginiamo e non accogliamo gli immigrati!” –
hanno ragione a fuggire dal Natale cristiano

E dico di più!
Se anche solo fosse vero che “il Verbo si è fatto carne”
Se fosse solo questo, cioè, che Dio si fa uomo…
Anche questo non ci servirebbe a nulla!
Sarebbe una cosa bella, lodevole da parte di Dio,
ma non è qualcosa che davvero giustifica
la nostra vita cristiana, il nostro donare la vita a Lui, il Signore!

C’è solo una ragione che ci permette di far Natale.
C’è solo un piccolo sasso di inciampo che può far saltare
il desiderio di affrancare la festa d’inverno dalla memoria di Gesù che nasce.
Ed è tutta in questa frase che abbiamo ascoltato:
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio

E sì! Qui c’è qualcosa che mi interessa!
Dio si fa uomo perché, accogliendolo, io possa entrare nella sua vita.
Dio si fa uomo perché l’uomo possa diventare partecipe di Dio.
Allora sì che ha un senso celebrare, festeggiare.
Allora sì che non possiamo ridurre il Natale
a un tradizionalismo di folklore o a un moralismo anti capitalistico

Qui – direbbe un giornalista – qui c’è una notizia!

Il Padre ama il Figlio
e in questo giorno lo dona ad ogni uomo
perché ogni uomo, accogliendolo, possa vivere in questo amore
e tornare alle sorgenti vere della sua vita.

Tu puoi essere figlio di Dio.
Se lo vuoi! Se accogli questo uomo, Gesù, nella tua vita!
Se lasci che venga ad abitare nelle tue cose…
Ecco che ti trovi trasfigurato a sua immagine.

Natale è vero e autentico
se accogliamo Gesù e ci lasciamo convertire dal suo Spirito operante in noi!

Accogliamolo ora che si offre a noi.

Ora che si fa carne per noi.
E riceveremo la forza di essere figli di Dio.

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dalla Regola di vita
Vita di povertà
Ogni membro della fraternità è pronto a vivere la spogliazione più radicale cui la provvidenza del Padre vorrà condurlo.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.