funerale di Germano

Quando Gesù morì aveva 33 anni.
E sulla croce proprio prima di spirare disse “Tutto è compiuto”
Cioè: “tutto ormai è completo, perfetto in sé”
E così facendo ci ha insegnato una cosa preziosa:
Ogni persona che muore muore “compiuta”, “finita”
Come un’opera d’arte…
L’artista da l’ultimo tocco e dice: “Ok” “Così è perfetta”
Dio così con noi… Ci guarda e dice: “Ok ci siamo”
La vita di Germano… perfetta in sé
Null’altro da aggiungere, nulla da togliere se non il peccato
Eccola davanti a Dio
E – per quanto ne scorgiamo – davanti a noi
Ora dobbiamo conservarne il ricordo non per rattristrarcene
Ma per scoprire questa compiutezza che Dio vede
Per ammirare il capolavoro che il Signore ha fatto in lui
e, se Dio ce ne dona la grazia, gioirne
Ma la Parola di Dio oggi ci dice anche altro

La prima lettura è dal Cantico e ci parla di un dramma:
Un’amante perde l’altro… e lo cerca, lo chiama
Ma lui non risponde, non si trova… è sparito, non c’è più…
Davanti alla morte… Dio sparisce, non si trova più…
Ma grande è la nostra nostalgia di Lui
“Sono malata d’amore”
Dietro il nostro amore per Germano c’è l’amore per Dio
Il desiderio di Lui che l’ha amato e voluto
E lo ama più di tutti noi
La morte di una persona specialmente giovane
Ci fa dire: “Ma Dio dove sei?”
“Com’è che fai così?” “Allora non ami l’uomo?”
Noi, Signore, siamo malati d’amore…
Questo però è solo un lato della medaglia
In questo brano si racconta anche la storia del dolore di Dio
Per ogni uomo che muore
Dio percorre la storia
Si fa offendere, flagellare, crocifiggere
Per cercare l’uomo che muore e si nasconde da Lui
Per cercare Germano
Dio è malato d’amore
E sulla croce
Il dramma della morte dell’uomo
E della morte di Dio si incontrano:
Nasce la storia nuova della Risurrezione
Che noi siamo chiamati oggi a scoprire e vivere
La seconda lettura, allora, ci immette nel mistero di Dio
In un modo nuovo di vivere e di vedere le cose
È tratta da una lettera ai Corinzi di san Paolo
Sono un po’ come le parole che Germano potrebbe dirci
E che potremmo tradurre così:
“Non temete… io muoio nel Signore per essere tutto per voi”
“In me la morte, ma in voi fate risplendere la vita”
“E poi… nella vita risorta di Gesù noi siamo insieme”
Noi speriamo che Germano abbia avuto la furbizia
Di abbandonarsi nelle braccia del Signore
Nella forza della sua misericordia
Ma certamente nel Signore noi lo troviamo, se lo cerchiamo,
Perché ora la sua vita è unita a Gesù risorto
Egli è morto sulla Croce per incontrarlo in questo momento
E per portarlo nella sua vita risorta:
Il corpo glorioso del Signore è ora la sua casa
Se noi viviamo di fede, se noi alimentiamo la fede
Se siamo uniti a Cristo Signore in una vita cristiana autentica
Viviamo una vera comunione con Germano
Altrimenti dobbiamo accontentarci del veleno amaro
Del ricordo, del rimpianto, della disperazione
Ma voglio dire qualcosa in più sul Vangelo
Che ci apre ad una speranza grande e forte…
Ora… Germano era “economo”
raccontare la storia dei bacetti
Ora la legge economica della vita secondo il Vangelo
Dice che devi perdere per guadagnare
Devi dare qualcosa per guadagnare
E per guadagnare tutto devi dare tutto
Anzi: lasci uno e prendi dieci
Lasci questa vita terrena e ne trovi una che dura per sempre
La morte è come una chiamata
Dio ci chiama a lasciare tutto…
Casa, fratello, madre, padre, amore, amici ecc.
Se lo facciamo per Lui e per il suo Regno
Allora troviamo cento volte tanto! Anzi… anche di più
Troviamo la comunione dei santi del cielo
E anche la comunione di tutti noi credenti sulla terra
Germano avrà trovato in cielo… un sacco di gente
E ha trovato un modo nuovo di starci accanto
Ci ha lasciato col corpo, ma ci incontra nella forza dello Spirito
La nostra unione con Lui è reale e vera
Se la viviamo in Cristo, nella forza del suo Spirito
Se cerchiamo non tanto Lui, ma il Padre…
Di questo Padre vorrei parlarvi alla fine…
Un padre che ha condiviso con noi per 34 anni Germano
Ce l’ha regalato per questi anni…
Un Padre provvidente che non l’ha mai lasciato solo
Ora papà ha fatto di tutto per essergli accanto sempre
Ma ha sperimentato che era impossibile
Dei momenti, delle situazioni in cui non poteva essergli accanto
Solo il Padre celeste gli è stato sempre accanto
Anche quando nessuno di noi ha potuto
Ora questo a questo Padre vogliamo rendere grazie
Perché ci ha affidato Germano in questi anni
Ha voluto che lo amassimo per un po’…
E ora ci dona in sacrificio suo Figlio Gesù
Affinché sia vera la nostra comunione con Germano
Perché impariamo un modo nuovo di incontrarlo e di amarlo
Il modo che nasce dalla fede
Questa comunione di cui la Parola ci ha parlato
O Padre che non hai risparmiato tuo Figlio per noi
Consolaci con la certezza del tuo amore infinito per Germano
Della tua amorevole provvidenza per lui e per noi
O Figlio, che per tutti sei morto e risorto
Porta con te Germano ogni volta che vieni a noi
Perché ci è caro e abbiamo imparato ad amarlo
O Spirito Santo che sei colui che dona la vita
Non permettere che Germano rifiuti la salvezza
Ma facci sperimentare la forza della comunione
Che tu crei tra noi e chi ci ha preceduto nella vita senza fine
O santa Trinità
Accendi in noi il desiderio di abitare nel tuo cuore
Lì dove Germano ora vive e ci attende
Amen!
Share

Lascia un Commento

dalla Regola di vita
Vita di lavoro
Nel caso di lavoro dipendente si cerca di armonizzarlo con il ritmo di vita della comunità; nel caso di lavoro in proprio è questo che si modella su quella.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.