Gennaio e febbraio 2015

limonAnche se con un po’ di ritardo … vi raccontiamo i primi mesi dell’anno!
a gennaio abbiamo accolto qualche ospite e abbiamo ripreso il ritmo ordinario della vita comune dopo le feste del Natale. In modo particolare siamo andati a trovare le monache benedettine di san Biagio, ad Aversa, dove Francesco predicherà gli esercizi ad inizi di marzo: una comunità viva e “giovane” nonostante sia composta da monache italiane oltre i 50 anni e da un piccolo gruppo di monache nigeriane

vitorchiano-monastero-monache-trappiste-1a febbraio abbiamo avuto il grande dono dell’abito! per prepararci al rinnovo dei voti siamo stati a Vitorchiano dalle monache trappiste e abbiamo sentito fortemente l’amicizia e il sostegno della beata Maria Gabriella Sagheddu, vera e propria “martire” dell’unità dei cristiani … e poi abbiamo fatto una sorta di pellegrinaggio alla Porziuncola e alla tomba di san Francesco e santa Chiara, ospiti della comunità di Bose che ci hanno accolto come fratelli

con serenità e forza il Signore ci conduce lungo i sentieri della vita, ci conferma nella nostra chiamata e ci fa crescere con delicatezza!
ringraziate Dio insieme a noi!

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dalla Regola di vita
Vita di castità
In modo particolare la castità si esercita attraverso la grazia del perdono, che solo Dio può donare. Per questo ogni membro della fraternità si accosta regolarmente al sacramento della Riconciliazione con l’intento di ricevere da Dio il perdono dei peccati e la forza di evangelizzare la propria vita.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.