Gennaio e febbraio 2017

Stemma della Fraternità di san Bonifacio

Stemma della Fraternità di san Bonifacio

Il nuovo anno solare si è aperto con il nostro “ambientarci” a Suio, questa nostra residenza provvisoria che ci ospiterà per un po’ di tempo. Abbiamo accolto qui diversi amici: Pietro, Fiorentino e altri più vicini che sono passati a salutarci e hanno condiviso con noi la preghiera, qualche caffè, un pranzo, un po’ di pizza! E poi abbiamo terminato anche il lavoro per il nostro “stemma” che ha realizzato don Antonio Pompili, un sacerdote di Roma che si occupa di araldica.

Abbiamo anche pensato di poter cogliere l’occasione di rispondere agli inviti dei nostri parenti americani per andarli a trovare. Così siamo partiti per gli Stati Uniti il 31 gennaio e siamo stati lì fino al 20 febbraio, ospiti dei nostri zii a Stamford (Francesco) e Norwalk (Daniel). Ogni giorno ci siamo incontrati per celebrare la Messa, per visitare tanti luoghi … e per mangiare! La vita americana ci è molto piaciuta e abbiamo provato a pensare come sarebbe in un futuro, una nostra comunità nel cuore di New York City o nelle cittadine del Connecticut… e non ci starebbe male! Abbiamo conosciuto anche alcuni seminaristi del nascente seminario Redemptoris Mater con cui abbiamo fatto un bell’incontro! Insomma… tante e tante cose abbiamo vissuto in questo mese americano!

E ora, tornati e ripresa la nostra vita ordinaria stiamo raccontando agli amici tutto quello che abbiamo vissuto! Anche con voi: ecco qualche foto.

panini giganti!

Panini giganti!

Cattedrale di Saint Patrick NYC

Cattedrale di Saint Patrick NYC

Bronx - Arthur Avenue: praticamente Italia

Bronx – Arthur Avenue: praticamente Italia

hot dog davanti al Metropolitan

hot dog davanti al Metropolitan

in mezzo alla neve!

in mezzo alla neve!

dopo la Messa domenicale al Sacred Heart di Stamford con p. Alfonso

dopo la Messa domenicale al Sacred Heart di Stamford con p. Alfonso

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dalla Regola di vita
Vita di comunione ecclesiale
La fraternità avverte soprattutto la necessità di mettersi alla scuola dell’esperienza millenaria della vita monastica attingendo continuamente alle diverse tradizioni delle diverse comunità cristiane e vuole condividere con tutti i monaci e le monache cristiane la comune fatica di coniugarle alle necessità dei tempi e dei luoghi in cui è chiamata a vivere.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.