Giugno 2014

San Bonifacio

Giugno per noi è un mese speciale: c’è la festa di san Bonifacio! quest’anno, in modo molto semplice, abbiamo proposto di poter vivere con noi una novena, un triduo di lectio divina e poi un momento di condivisione nel giorno della festa. Pur nella sua semplice celebrazione, la nostra festa del Santo patrono è stata piena di grazie e di attenzioni di Dio.

Poi il mese è stato pieno di feste: la Pentecoste, il Corpus Domini, il Sacratissimo Cuore di Gesù; i Santi Pietro e Paolo! Una bella serie di appuntamenti della fede che il Signore ci ha offerto di vivere con serenità e gioia. Daniel e Angelo erano un po’ presi per la scuola e gli esami, ma questo non ha ostacolato più di tanto la bellezza di questi momenti di fede.

San Giuseppe e il suo cuore castissimo

San Giuseppe e il suo cuore castissimo

A metà mese è passata a trovarci suor Federica Romersa, una nostra grande amica che lavora nel campo della Nuova Evangelizzazione. E’ molto devota di san Giuseppe e così ci ha ispirato l’idea di fare una novena particolare per il nostro futuro! Così abbiamo iniziato questa semplice, e così popolare, forma di “bussare” alle porte del cuore di Dio. La provvidenza ha fatto il resto: l’abbiamo iniziata un mercoledì e l’abbiamo terminata alla vigilia della solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. E poi c’è stato il sabato del Cuore immacolato della Beata Vergine Maria e poi ancora il Cuore castissimo di san Giuseppe. Noi siamo sicuri che egli ci otterrà da Dio i doni che desideriamo!

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2 Commenti a “Giugno 2014”

  • grazia scrive:

    mi piace che ogni giorno abbiate messo uno stralcio della vostra regola: è un regalo per farci riflettere nel silenzio, sulla sobrietà, la condivisione, la speranza.
    grazie!

  • frfrancesco scrive:

    🙂 speriamo di offrire un po’ di aiuto nel cammino spirituale di tutti
    un caro saluto (sr.) grazia!

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dalla Regola di vita
Abito
I membri della comunità non vestono alcun abito particolare se non durante la liturgia.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.