God’s marketing

Pieter Paul Rubens, Adorazione dei pastori (1608)

Se qualcuno volesse far conoscere una notizia
– e oggi con la scienza del marketing e dell’advertising lo sappiamo bene –
sceglierebbe con attenzione il momento giusto perché sia data e diffusa.
Esperti di comunicazione sono pagati fior di quattrini per capire quand’è meglio
mandare in onda un annuncio pubblicitario o un lancio di mercato.
Volete che Dio sia da meno?
Pensate davvero che la nascita del Figlio di Dio
di notte, in un quartiere periferico della periferia dell’impero
sia stato scelto a caso
Così… per la moda di essere contro il marketing e la ricchezza?
E no! Dio non è così stupido e idealista.
Dio, il Padre, poi, è uno che sa il fatto suo!
Tanto che questa notizia ancora oggi è una breaking news!

Quel momento e quel posto era il modo migliore per annunciare a tutti
una notizia sconvolgente e rivoluzionaria:
la nascita del Verbo, del Figlio
la manifestazione di Dio stesso nella storia degli uomini!
Tocca a noi capire sempre meglio la sapienza straordinaria nascosta in questa scelta!
Tocca a noi – anche non lo capiremo mai fino in fondo – il perché.

Sicuramente Dio ha voluto che l’annuncio della salvezza non fosse legato
a tecniche umane, a sicurezze storiche, a strategie riconoscibili di impatto sul mondo!
La salvezza che Egli dona
è una cosa che ha il suo marchio di fabbrica.
Un prodotto inimitabile!

Così non ci resta che sfilarci dalle certezze delle scienze.
Non ci resta che toglierci i panni delle nostre conoscenze, skill e competenze varie.
Non ci resta che osare incamminarci nella notte dell’insicurezza e dell’inesplorato.
Solo così potremmo fare come i pastori
e udire un angelo che ci invita
e trovare un fatto mai ascoltato
e infine trovare il segno ammirabile: un bambino divino che giace nella mangiatoia.

Si tratta di dare ascolto al grido del proprio animo.
Si tratta di prender sul serio la paura di ciò che è totalmente altro e diverso.
Si tratta di vegliare nella notte come tanti giovani spaesati dei nostri tempi
che non trovano una voce che soddisfi la loro sete di vita.
Questo – e non altri – è il target di Dio.

In questa notte lascia che la trepidazione dell’ignoto e dell’inedito di assalga,
lascia che anche tu sia tra il popolo che cerca qualcosa di autentico e di vero,
lascia che lo Spirito Santo ti conduca fuori, nella notte.
Se hai questo coraggio
ecco… ora… una luce ti indica il cammino verso Gesù
il Salvatore del mondo
che per te si fa pane e vino!

Valledacqua, 24 dicembre 2019
Veglia di Natale
Is 9,1-6 Sal 95 Tt 2,11-14 Lc 2,1-14

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dalla Regola di vita
Regola di vita della Fraternità di San Bonifacio
La fraternità riconosce in san Bonifacio, vescovo e martire, apostolo della Germania, un riferimento perenne da approfondire e cui sempre ritornare per scoprire le radici della propria chiamata. In modo particolare egli è un punto di riferimento:
Per l’aspirazione a donare la vita al Signore e al suo Vangelo fino all’effusione del sangue
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.