idee che spaccano…

monaco copto

mi colpiscono due cose…

oggi i copti festeggiano un monaco del III secolo che è morto suicida sette volte: san Paolo di Tamma
storia strana, direte, ma… che parla di come per giungere a Dio bisogna continuamente morire (7 volte è la pienezza di ciò che è possibile fare nell’ordine creaturale)… morire per giungere all’Amore vero… rinunciare a se stessi, “suicidarsi” per poter giungere a Dio…

san Bernardo di Clairvaux

l’altra è che leggendo una splendida sistematizzazione del pensiero di san Bernardo di Claivaux di Etienne Gilson emerge un’idea che sembra così lontana da noi e che, pure, mi sembra così eternamente vera: per salvarsi occorre percorrere una via di ascesi e perfezione che la vita monastica offre… e non ci sono molte altre vie, altre strade… come dire: “vuoi salvarti?” “perché non farti monaco?”

idee su cui torneremo con più calma, ma che… spaccano

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dalla Regola di vita
Vita di castità
Attraverso l’affetto reciproco ogni membro vive giorno per giorno la carità fraterna e da essa è plasmato. Secondo il detto dell’apostolo Giovanni, infatti, se non amiamo i fratelli (le sorelle) che vediamo non possiamo amare Dio che non vediamo.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.