il compimento

c84207776ad2b526770c55f15d64b76b--religious-icons-facebook-comValledacqua, 1 gennaio 2019
Maria Santissima, Madre di Dio
Nm 6, 22-27 – Sal 66 – Gal 4,4-7 – Lc 2,16-21

Otto giorni dopo il Natale ci ritroviamo
per portare a compimento la festa che abbiamo cominciato!
nelle grandi feste della Chiesa c’è questa abitudine:
fare otto giorni di festa, fino alla pienezza.
È un’idea che già troviamo nell’Alleanza con Israele
e che spesso nei Vangeli è rivissuta e ripetuta.
Esprimeva l’idea della speranza, l’oltre della promessa:
era il giorno dopo il settimo, quello che superava la creazione.
Era il giorno ottavo!

Ma con la Risurrezione del Signore
tutto questo assume una nuova luce!
Acquista “carne”: questo ottavo giorno non è oscuro e misterioso.
Il giorno ottavo è abitato dal Crocifisso che, però, vive in eterno
e conduce la creazione alla sua pienezza!

E così anche per noi, oggi.
Celebriamo non il primo dell’anno!
Ma celebriamo la pienezza del Natale, il suo pieno compimento: la pienezza del tempo.
E che cosa scopriamo?
Che a noi il Verbo eterno è dato dalla carne della Vergine.
Non appare misteriosamente, in modo miracoloso.
Non è un dio che piove dall’alto e risolve le cose.
È un bambino che per incontrarlo devi incontrare la Madre.

Che cosa bellissima!
La maternità di Maria è il segno più autentico della verità dell’incarnazione!
Perciò gli antichi padri hanno litigato fortemente e in modo che a noi sembra un po’ eccessivo
per affermare che davvero la Vergine è colei che genera Dio nel tempo.

Quando Dio si fa uomo percorre la via dell’uomo per nascere e crescere.
Per farsi incontrare da noi ci dona la Madre sua.
Come i pastori siamo invitati. E lì scopriamo una donna, un uomo e un bambino.
Dio è lì! Il Re è lì! Il Tutto è lì!

Non è cosa da sapienti! Non devi conoscere la Scrittura, la Legge, i profeti…
questo è il Verbum abbreviatum: è la Parola fatta carne!
Qui, in questo piccolo corpicino, c’è tutto Mosè, c’è Isaia, Elia e tutta la Sapienza…

Non è affare di potenti taumaturghi! non devi fare pratiche religiose…
Novene, tridui, penitenze, tecniche di respirazione o altro!
Qui tutto ti è dato gratuitamente! Basta che apri gli occhi e vedi.

L’incarnazione è il mistero per il quale Dio si fa accessibile a tutti
senza distinzioni.
Sei musulmano? Gesù ti attende! Sei un ateo convinto? Gesù ti aspetta!
Sei colto ed esperto? Dio è lì! Sei ignorante e sempliciotto? Dio è lì per te!
Sei un pio ebreo o un mafioso corrotto? Ecco il Signore viene a salvarti e si dona a te!

Andiamo, allora, dove la Vergine ci offre Colui che vuole incontrarci!
Così come siamo, così come possiamo accoglierlo.
Apri il cuore! Ed Egli ti rinnoverà col suo Amore!

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dalla Regola di vita
Vita di povertà
Siccome il Signore Gesù ha scelto la povertà come stile della sua vita tra gli uomini e poiché nulla abbiamo che non abbiamo ricevuto dal Padre, pienamente fiducioso nella provvidenza, ogni membro della fraternità mette tutto il proprio impegno per una vita sobria che risplenda non per l’invidia che suscita, ma per la semplicità che irradia attorno a se.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.