Il giorno della vendetta di Dio

gesu_bambino_nel_tabernacolo_1Marina di Minturno,
25 dicembre 2015
Solennità di Natale

Il giorno che noi oggi celebriamo lo hanno annunciato i profeti dell’Antica Alleanza…
Ad esempio vi leggo solo quello che dice il libro del profeta Isaia:
“Ma che cosa farete nel giorno del castigo, quando da lontano sopraggiungerà la rovina?
“A chi ricorrerete per protezione? Dove lascerete la vostra ricchezza?
“Non vi resterà che curvare la schiena in mezzo ai prigionieri o cadere tra i morti.
“Con tutto ciò non si calma la sua ira e ancora la sua mano rimane stesa.” (Is 10,3-4)

“Urlate, perché è vicino il giorno del Signore;
“esso viene come una devastazione da parte dell’Onnipotente.
“Perciò tutte le mani sono fiacche, ogni cuore d’uomo viene meno.
“Sono costernati. Spasimi e dolori li prendono, si contorcono come una partoriente.
“Ognuno osserva sgomento il suo vicino: i loro volti sono volti di fiamma.
“Ecco, il giorno del Signore arriva implacabile, con sdegno, ira e furore,
“per fare della terra un deserto, per sterminarne i peccatori. (Is 13,6-9)

“Avvicinatevi, nazioni, per udire, e voi, popoli, prestate ascolto;
“ascolti la terra e quanti vi abitano, il mondo e quanto produce!
“Poiché il Signore è adirato contro tutte le nazioni ed è sdegnato contro tutti i loro eserciti;
“li ha votati allo sterminio, li ha destinati al massacro…
“…La loro terra s’imbeve di sangue, la loro polvere s’impingua di grasso.
“Poiché è il giorno della vendetta del Signore…” (Is 61,1-2.7-8)

Come vedete l’attesa del giorno di Dio è l’attesa di una punizione, di una catastrofe!
Anche noi popolarmente quando vogliamo dire di qualcosa di spaventosamente sconvolgente
Parliamo dell’“ira di Dio”
Di fronte al peccato, alla dimenticanza, alle offese Dio, che è forte, potente (onnipotente)
Che cosa farà? – ci chiediamo
Ci distruggerà, si vendicherà – ci diciamo

E così davanti a Dio noi siamo spesso sulla difensiva, dobbiamo difenderci, metterci al riparo
O, addirittura, possiamo fare come quel filosofo dello scorso secolo che ha annunciato:
“Dio è morto! Dio resta morto! E noi l’abbiamo ucciso!” (F. Nietzsche, La Gaia Scienza, 125).
Ed eccoci davanti a questo giorno tremendo e glorioso che anticipa il grande giorno della Crocifissione:

Dio giunge con la sua vendetta divina, con la sua ira che distrugge noi peccatori!
Aspettavamo un re potente e dominatore: ed ecco un neonato adagiato sulla paglia!
Aspettavamo un comunicatore irresistibile: ed ecco, il figlio di una povera famiglia come tutte!
Aspettavamo una manifestazione sfolgorante e definitiva: ed ecco un bambino e sua madre!
La vendetta di Dio è tutta in questo suo farsi carne, farsi povero, farci piccolo per noi!
Dio si consegna nelle nostre mani armate e insanguinate
Si dona, indifeso, alle nostre braccia pronte ad ucciderlo e ad annientarlo
Dio si offre alla nostra vita perché possiamo disporre di Lui, della sua presenza come ci pare meglio!

Ma, facendo così, Dio ci interpella!
Dio ci invita ad una responsabilità che ci fa tremare!
La sua vendetta è tutta qui:
“Mi affido a te, alle tue mani… prenditi cura di me, se vuoi!”
Si offre a noi
Nella culla di Betlemme
Sulla croce del Golgota
Nel pane e nel vino che benediciamo in ogni Messa!

E noi possiamo anche fregarcene, come spesso facciamo!
Possiamo di nuovo metterLo da parte, calpestarLo, ignorarLo
Ma Lui è lì; resta lì… pronto di nuovo a offrirsi a noi
Ma noi possiamo anche accoglierLo,
AccudirLo come hanno fatto la Beata Vergine Maria e san Giuseppe
Lasciare che cresca la Sua divina presenza in noi che ci guarisce e ci purifica
Perché Lui sempre resta lì a colmarci della Sua pace

Sta a noi, davanti a questa vendetta di Dio, prendere posizione:
Resistere, combatterla, annientare Dio
E con Lui annientare la nostra vita, la nostra verità, la nostra pace
O disarmarci e accoglierLo, prenderci cura di Lui, di questo suo offrirsi a noi
“A quanto lo hanno accolto ha dato il potere di diventare Figli di Dio!” abbiamo ascoltato!

E tu?
Che cosa farai davanti a questo offrirsi di Dio a te?
Lo rigetterai, per provare a raccattarlo qualche altra volta
Sprecando la tua vita dietro i tuoi desideri, le tue emozioni, le tue vie sempre deludenti?
O avrai il coraggio di deporre le armi, di abbandonare te stesso
E percorrere la via della vera pace?
Perché non Lo accogli con tutto te stesso?
Ora
Qui
Nella tua vita…

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per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.