… in un mondo smarrito, una generazione nuova

urlo-1Marina di Minturno,
15 novembre 2015

XXXIII domenica del tempo ordinario, anno B

 

Non possiamo oggi accogliere questa Parola di Dio e questa celebrazione
Senza pensare al momento storico in cui ci troviamo
Un momento di oscurità, di tenebra, di smarrimento e di morte
Gli attacchi alla Chiesa attraverso lo screditamento di alcuni cardinali e altri prelati
Accentuato dalla rilevanza data agli scandali di alcuni membri del clero;
La situazione di guerra mondiale diffusa, o a pezzi
Un’espressione che il Papa ha reso famosa e
Che gli attentati di Parigi sembrano confermare in modo drammatico;
Il cambiamento in atto nella vita sociale e culturale
Dove i riferimenti che sembravano perenni e consolidati si sgretolano:
Queste e tante altre cose che accadono poi nella nostra vita personale e familiare
Tutto sembra essere così ben descritto dal Vangelo:
“il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte”
Forse non succede proprio così, ma certamente sembra che le cose sia così diverse
Sia da come le abbiamo sempre vissute, sia da come ce l’immaginavamo

Anche ai tempi dei primi credenti in Gesù succedeva così
Con l’aggiunta di un altro grande problema:
Proprio Gesù aveva detto che non sarebbe passata quella generazione
E, invece, gli Apostoli morivano uno dopo l’altro
E così quelli che avevano conosciuto il Signore
Ma la venuta finale, la fine del mondo non arrivava
La Parola di Gesù allora è falsa? Non è vera?
La sua è una parola come quella di tanti altri?
Un’illusione, una bella idea destinata a scontrarsi con la dura realtà dei fatti?
Così deve aver ragionato l’ex abate di Montecassino di cui abbiamo sentito
Alcune sconcertanti notizie scandalose e quasi irreali
Ecco quello che sembra che abbia scritto in alcuni messaggini su whatsapp quest’estate:
“La vita è tiranna… è per questo che faccio tutto quello che mi pare”
Uno che forse ci ha creduto nel Vangelo, ma poi è stato deluso
E allora niente più vale… faccio quello che mi pare!
Può succedere anche a noi!
Magari non avremo le sue disponibilità finanziarie e neanche il suo ruolo
Ma può succedere anche a noi…
Di essere come quei terroristi che, delusi da una vita sociale senza più significato
Decidono di combattere una battaglia che gli sembra vera, giusta, che dia un senso a ciò che esiste!

A meno che non scegliamo la via di una obbedienza rigorosa e radicale
Alla Parola che resta, al Vangelo del Signore Gesù…
Non a quello che noi pensiamo che ci voglia dire
Non a quello che ci piacerebbe che ci dica
Non, cioè, alle nostre aspettative che vengano supportate dalla Parola di Dio
Ma a questa Parola… che sempre può rinnovarci e può darci speranza vera
Gesù stesso ha vissuto all’ombra di questa Parola del Padre
E ce lo insegna oggi nel Vangelo:
“Solo il Padre conosce quel giorno e quell’ora”
che vuol dire: “Io sono totalmente dipendente dalla Parola del Padre…
“Non ho una Parola mia, ma solo quella che il Padre mi dona!”

Il cristiano, così, davanti alle sfide della storia e della propria vita
Non ha una Parola già data, una risposta preconfezionata
Noi abbiamo una Parola che ci viene data momento per momento
Una Parola eterna che illumina ogni istante della vita con una luce nuova
Così per non cadere nella trappola della disillusione, del pessimismo, della depressione
Dobbiamo imparare ad essere capaci di ascoltare Dio che ci parla
Non una volta per tutte, ma in ogni istante della vita!
Quando e come Egli vuole…

Questo è il momento della Sua venuta!
Questo è il ritorno continuo del Signore…
E davanti a questo il cristiano che umilmente accoglie nell’obbedienza la Parola di Dio
Diventa un sapiente che da piccoli segnali sa scorgere la forza e la presenza di Dio
Come un agricoltore che dai segni della natura scorge l’inizio delle stagioni

Il mondo, smarrito e confuso, ha bisogno oggi di noi!
Di una Chiesa non tanto privata di mezzi e di soldi…
Oggi vorrebbero farci credere che un cardinale senza un attico sia migliore di uno che ce l’ha!
Ma di una Chiesa povera perché non ha parole già pronte, ma ha solo la Parola di Dio
Un Popolo che è totalmente obbediente al Signore che lo conduce
Nei pascoli della storia verso l’eternità
Di questo il mondo ha bisogno
Di noi che diventiamo ascoltatori radicali e rigorosi delle parole di cui Dio costella i nostri giorni:
“I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento;
“coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.”

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dalla Regola di vita
Vita di preghiera
L’Eucaristia è celebrata ordinariamente nella liturgia della sera, a meno che esigenze straordinarie non impongono altro.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.