Luglio 2016

laverna
Abbiamo iniziato il mese di luglio con un’esperienza in parte nuova: siamo tornati a La Verna, ma questa volta non da soli, ma insieme a diversi amici: Ilva e Giuseppe; Gaetano, Alessio, Stefano; Francesco, Monica, Chiara e Serena. Tanti altri avrebbero voluto venire, ma non gli è stato possibile. Siamo partiti il 1° luglio e abbiamo fatto tappa al Santuario della Madonna del Sasso, a Bibbiena, dove abbiamo celebrato la Messa. Poi abbiamo fatto una visita all’Eremo di Camaldoli e abbiamo incontrato Maria, di Gaeta! Siamo quindi giunti nel pomeriggio a La Verna in tempo per la Via Crucis e i Vespri. Lì abbiamo anche accolto Massimiliano, un nostro amico di Pistoia, che ci ha raggiunto lì. Il giorno seguente abbiamo partecipato alla preghiera liturgica dei frati, abbiamo fatto un incontro tra di noi e poi un momento di incontro con fra’ Luigi, il nostro amico novizio ponzese. Per il pranzo ci ha raggiunto Andrea di Firenze che è stato con noi tutto il pomeriggio. La sera ci hanno lasciato Francesco, Monica e le figlie. La domenica mattina siamo ripartiti e abbiamo fatto tappa ad Assisi. Un bel viaggio alla scoperta della santità e della vita fraterna!

MessaAltro momento importante è stato il 9 luglio. Son successe, contemporaneamente, due cose straordinarie: è nato Francesco, il nipote di Daniel proprio mentre eravamo alla Messa per l’inizio del ministero del nostro nuovo Arcivescovo. Che, tra l’altro, è venuto a trovarci per la Messa domenicale del 17 luglio: prima parrocchia del comune di Minturno… tanto che c’era anche il nuovo Sindaco con diversi consiglieri e il gonfalone.

Nel mese son passati a trovarci tanti: Pietro, Marcelo e i sacerdoti novelli che hanno celebrato con noi il triduo della Madonna del Carmelo. Eccoli, in ordine di visita: don Francesco Vita; don Giuseppe Marzano; don Gianluigi Corriere e don Filippo Mitrano. E poi don Alessandro Corrente ha ricordato con noi il suo primo anno di ordinazione presiedendo la Messa per la dedicazione della chiesa parrocchiale. Grandi occasioni di amicizia e di crescita nella fede. Straordinaria e inattesa è stata anche la visita della famiglia di Alessandro e Elisabetta che non vedevano Francesco dal 2001! Ora hanno 4 figli ed è stato una gioia rivedersi e stare un po’ insieme. Ci siamo, poi, anche concessi una visita al noviziato dei frati minori delle province del sud Italia dove abbiamo conosciuto un’altra bella comunità e il loro maestro con cui abbiamo stretto una bella amicizia, fra’ Carlo. Abbiamo anche avuto la visita di don Massimiliano, un sacerdote di Roma devoto di san Bonifacio, che ha voluto conoscerci e con cui speriamo di crescere nell’amore per il nostro santo!

piedimonteE poi abbiamo approfittato della presenza di p. Johnson per andare a riposarci e a sciacquare le nostre vesti nel grande fiume della liturgia dei monaci di Norcia: una comunità che ci ha compito per la freschezza e la rigorosità della vita monastica. Sebbene la loro liturgia è nella forma straordinaria non sono persone da “pizzi e merletti”, ma una comunità straordinariamente attraente e attuale. Tanto che la loro chiesa era piena di giovani che pregavano con noi. E poi, la loro birra è strepitosa! La visita a Norcia, sebbene breve, ci ha permesso di salutare Luca con cui siamo andati a salutare i monaci di Betlemme, e di conoscere personalmente Fabrizio, un bravissimo artista che sta affrescando – magnificamente – il refettorio della comunità dei monaci a Norcia.

Un mese intensissimo… e abbiamo anche iniziato le Messe sui lidi e nei camping la domenica sera!
Vi chiediamo una speciale preghiera per noi… rivolgetevi a san Giuseppe perché ci aiuti con la sua grande intercessione!finale

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dalla Regola di vita
Accoglienza e formazione dei nuovi membri
La comunità accoglie le persone che vogliono farne parte ammettendole a vivere nella casa che abita e proponendo loro un cammino di discernimento vocazionale e di coinvolgimento graduale nella vita comune.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.