Maggio e giugno 2017

Quante persone nuove abbiamo conosciuto in questo tempo!!!
Un posto speciale ce l’ha un ragazzo milanese, morto nel 2006 a soli quindici anni, Carlo Acutis. Era un semplice ragazzo dei nostri tempi che ha cercato di essere fedele al suo battesimo in modo davvero speciale. L’abbiamo conosciuto tramite Antonio, un nostro amico siciliano, che ce ne ha parlato e ce l’ha fatto amare. Abbiamo letto la sua vita, lo abbiamo sentito vicino. marcelo1Ci ha addirittura guidati a Milano (dove abbiamo visto e ammirato la bellissima abbazia di Mirasole e siamo stati insieme a don Giacomo) e ad Assisi, dove ci siamo recati a pregare sulla sua tomba. Dicono che sarà beatificato e qualcuno ha anche proposto di farlo diventare patrono di internet. Intanto potete vedere un sito fatto da lui: miracoli eucaristici.


Oltre a Milano siamo stati a trovare sr. Immacolata e il nostro amico, Donatello, nei pressi di Udine, abbiamo conosciuto un vero e grande uomo di Dio, dom Giustino che a Torricella Peligna vive la sua vita di ricerca di Dio e di accoglienza monastica insieme a Lidia; abbiamo poi conosciuto i monaci di Ruviano che ci hanno accolto con grande affetto e spirito fraterno, abbiamo festeggiato san Bonifacio con tanti amici e, infine, abbiamo partecipato all’ordinazione presbiterale di don Marcelo Lavin, nostro amico da tanto tempo! E in quella occasione siamo stati accolti dai monaci di Montenero, vallombrosani, con cui abbiamo stretto una gran bella amicizia!


Mentre si definisce il futuro per noi, vi invitiamo a pregare insieme perché il Signore ci continui a guidare come ha fatto finora!

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dalla Regola di vita
Vita di preghiera
L’Eucaristia è quotidiana. I membri che non possono partecipare alla liturgia eucaristica della comunità trovano la possibilità di farlo altrove. Se possibile nessun membro della fraternità resti senza partecipare al sacrificio eucaristico quotidiano.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.