Marzo 2014

CiboIl mese di marzo si è aperto con una salita: il cammino quaresimale!
andiamo verso l’alto: ascendiamo a Gerusalemme per vivere la Pasqua del Signore …
abbiamo vissuto un mese straordinario di grazia: il digiuno che facciamo è esigente e bello
ve lo ricapitoliamo (lo trovate sul nostro calendario)

lunedì, martedì e giovedì mangiamo soltanto cibi di origine vegetale (unica eccezione il latte!)
mercoledì e venerdì mangiamo solo pane e beviamo solo acqua (unica eccezione il te a colazione)
sabato e domenica mangiamo anche uova e pesce
sono bandite le carni e i latticini!

sembra difficile e invece sperimentiamo, giorno per giorno, come questa disciplina alimentare ci aiuta nella lotta spirituale, nella capacità di preghiera e nella vita di carità:
provateci anche voi!!!

proskunesisintanto ci prepariamo a vivere la Pasqua del Signore: francesco è alle prese con gli ammalati e le questioni parrocchiali; daniel è al lavoro per il cero pasquale; angelo ha fatto il suo primo esame e si è dato allo studio matto e disperatissimo!
ma è soprattutto la liturgia a spingerci con grande forza: i testi presi in abbondanza dalla tradizione delle Chiese d’Oriente, ci sostengono
il Grande canone di sant’Andrea di Creta, la preghiera di sant’Efrem; l’akathisto di Gesù sono le parole che nutrono la nostra preghiera comune …

la vita della nostra piccola fraternità diventa sempre più intrigante e piena di Spirito Santo …
intanto anche il sito della nostra Arcidiocesi ha pubblicato il decreto dell’Arcivescovo che ci ha riconosciuti come associazione privata di fedeli: ecco il link!

intanto: buon cammino di Quaresima a tutti!

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dalla Regola di vita
Vita di castità
In modo particolare la castità si esercita attraverso la grazia del perdono, che solo Dio può donare. Per questo ogni membro della fraternità si accosta regolarmente al sacramento della Riconciliazione con l’intento di ricevere da Dio il perdono dei peccati e la forza di evangelizzare la propria vita.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.