Marzo 2015

11035473_10153118897643960_2628365482593198587_nIl mese di marzo è stato dominato dalla Quaresima: un tempo così straordinariamente pieno di grazia, di sentimenti interiori, di affetti spirituali davanti a Colui che vive la Passione per noi, peccatori.
Abbiamo vissuto il tempo del digiuno, della sobrietà della vita, del silenzio …
10950700_864886886886625_6913553716124364873_nC’è stato poi la predicazione degli esercizi spirituali alle monache benedettine di Aversa, che Francesco ha predicato loro, sul tema delle beatitudini. Sono stati dei giorni particolari, di grazia, di comunione ecclesiale, di “passi in avanti”: un modo davvero tenero e straordinario con cui Dio ci ha fatto crescere!

E poi siamo scivolati nella preparazione più vicina alla Pasqua: la bella settimana passata con Maura, Raffaella e p. Juan Ramon della Comunità Missionaria di Villaregia, che hanno vissuto in parrocchia un tempo di animazione missionaria e comunitaria …

e poi … il cero per la cattedrale (qui a lato); le “sorprese” nella nostra chiesa; gli ospiti che son venuti a trovarci; le persone che abbiamo conosciute; l’uovo della notte di Pasqua; le ricette vegane per far bene il digiuno … insomma tanti piccoli “niente” che però rendono così bella la vita

e, siccome già è Pasqua: Cristo è risorto!!! Alleluia!!! vivete nella luce di Lui che è il Vivente!

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dalla Regola di vita
Regola di vita della Fraternità di San Bonifacio
Monastica perché è una vita battesimale vissuta con radicalità attraverso la professione dei consigli evangelici. Ha come priorità la liturgia, l’ascolto della Parola di Dio e la pratica della vita fraterna in cui ciascun membro trova la propria stabilità, il proprio cammino di evangelizzazione e la propria donazione al Padre. Secondo le parole di san Nilo, fondatore del cenobio di Grottaferrata, “il monaco è un angelo: la sua opera è misericordia, pace e sacrificio di lode”. In queste parole ogni membro riconosce il cuore e il fine della sua vocazione monastica.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.