matrimonio di Francesco

Diciamolo subito… all’inizio…
Un mese fa proprio a quest’ora Germano era appena morto
Eravamo nel pianto e nella tristezza
Ora dopo un mese Francesco si sposa
E siamo nella gioia e nell’allegria
È possibile? Ci staremo sbagliando?
Io penso di no… e non solo perché Germano desiderava essere qui
E si stava preparando per esserci
Ma anche per un motivo più profondo e importante:
La morte e l’amore sono strettamente legati tra di loro
Sono due aspetti importanti dell’esistenza
Ci portano al cuore della nostra vita in maniera opposta
Ma anche così simile e così decisiva
L’uno – la morte – la porta a compimento
L’amore le dona qualcosa di speciale…
Ma…
Che cosa?
Ci aiuta oggi questo brano del Vangelo che abbiamo ascoltato
Ci sono delle nozze, come oggi
C’è la Madonna e c’è Gesù
Che fa un miracolo tra i più “strani” o così ci pare
Non guarisce nessuno, non converte nessuno
Nemmeno un prodigio cosmico, con tuoni e lampi ecc.
Ma fa una cosa come da prestigiatore: cambia l’acqua in vino
Un miracolo superfluo
Come l’amore nella vita
Ci può essere, infatti, una vita senza amore
Ci possono essere vite spese dietro alla carriera
Dietro ai soldi, dietro anche alla bella vita
Con mille donne o mille uomini da una notte
Vite che sembrano fantastiche, invidiabili
Specialmente nel mondo mediatico in cui siamo immersi
Vite che, però, spesso nascondono una gran solitudine
Vite, per restare al Vangelo di oggi
Che sono come un matrimonio senza vino
Come una casa non arredata
Ecco allora il significato di questo miracolo di Gesù
Egli dona alla vita l’amore…
Cioè quella cosa che se mancasse la vita ci sarebbe, per carità,
Ma sarebbe brutta, tetra, infelice
La vita senza amore è peggiore della morte
La vita senza questo vino che la rende splendida
Non sarebbe vita davvero
Ecco che cosa oggi celebriamo
Nel funerale di Germano abbiamo celebrato la pienezza della vita
Oggi celebriamo il fatto che in questa vita
Quello che è importante è l’amore
Anzi… dice la Bibbia
Che quest’amore è più forte della morte…
Perché viene da Dio e permette alla vita di essere senza fine
Che cosa fate tra poco, Francesco e Stefania?
Accogliete il vino della vostra vita…
Un vino nuovo… che rende la vita migliore di prima!
Questo vino è anzitutto l’amore stesso di Dio
L’amore che è Dio
Il vostro amore come il vino delle nozze del Vangelo
Prima o poi finisce…
E uno pensa che si deve accontentare dell’aceto
Si dice: all’inizio è tutto bello, poi però… vedrete! finisce…
Questo sarebbe vero se uno conta solo sul proprio amore
Voi invece oggi fate un affare grande!
Aprite un mutuo eterno con l’amore di Dio
Mi spiego…
Mettiamo che la vostra voglia di amarvi sia un conto in banca
Ogni volta che ne prendete un po’ quello diminuisce
E alla fine non c’è più
Uno deve fare i debiti o smette di voler bene
Cominciano storie brutte e strane…
Oggi, invece, voi aprite un credito nell’amore di Dio
Avete in ogni momento la possibilità di avere un gettito continuo
Sul conto del vostro amore da parte della banca di Dio
Che è infinita, non si esaurisce mai
Se nella fede voi saprete vivere il vostro amore
Allora questo vino della vostra vita non finirà mai
Perché attingerete all’infinito amore di Dio
E sarà sempre un vino migliore…
Come succede alle coppie che sanno amarsi in Dio, con verità
Dopo anni e anni il loro amore è ancora più bello
Ancora più buono, come il vino buono che invecchia
Sarà forse meno frizzante, ma avrà più gusto, più sostanza
Sarà indubbiamente più buono!
Così sia per voi
Soprattutto ricordatevene quando le cose diventano stanche
Quando gli ostacoli, le difficoltà sembrano prevalere sulla bellezza
Ricordate…
Non tanto il “frizzante” di questo giorno
Quello passa e non torna…
Ricordate, piuttosto, che potete accedere all’amore di Dio
E da quello rinvigorire ogni stanchezza e colmare ogni colpa
Trovare la forza di scoprire la bellezza di una vita insieme
E perdonarsi, e crescere nel volersi bene
Nell’amore non si torna daccapo, non si può andare indietro
Nell’amore o si strappa qualcosa
In modo doloroso e incolmabile per sé e per chi si ama
– ed è il destino di un amore che si fida solo delle proprie forze –
O si va soltanto avanti… sempre oltre
– ed è il destino di un amore che si fida di quello di Dio –
E se un amore va avanti allora diventa eterno
Quest’amore che va avanti fino a che vince la morte
E che è la cosa bella della vita
Noi oggi lo celebriamo nel vostro matrimonio
E poi nel sacrificio eucaristico
Quando Gesù che è il Figlio amato del Padre
Ci offre la sua vita, ripiena dell’Amore
Dicevano gli antichi padri del deserto
Che nella festa del Cielo, nel banchetto del Paradiso
– quello cui speriamo che stia partecipando Germano
E nel quale speriamo di giungere anche noi un giorno –
C’è un cibo che condisce tutti i piatti
Ed è l’umiltà
Ma forse si son dimenticati di dire
Che c’è anche questo vino nuovo
Che accompagnerà tutte le vivande…
Il vino dell’amore
Celebrate ora il vostro matrimonio
E riceve dal Signore Gesù
Il suo vino nuovo
Quello che Egli vuole donarvi
Il vino dell’amore vero ed eterno.
Share

Un Commento a “matrimonio di Francesco”

  • emilia alicandro scrive:

    veramente bella questa omelia.E’ la seconda volta che entro in questo sito. mi piace.mi offre tanti spunti di riflessione.intanto sto cercando qualcosa sulla fede come virtù per un incontro di adulti di Ac.Grazie

Lascia un Commento

dalla Regola di vita
Accoglienza e formazione dei nuovi membri
Dell’ammissione degli aspiranti ai voti la comunità fa una comunicazione scritta all’Ordinario soltanto la prima volta. In caso di non ammissione la comunicazione è fatta sempre ed è accompagnata dal documento del capitolo che ne esplicita le ragioni. Ugualmente la comunità fa sempre una comunicazione scritta all’Ordinario quando un suo membro non rinnova i voti.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.