Nel mondo, ma non del mondo

9thcentury_sinai_ascensionMarina di Minturno
8 maggio 2016
Ascensione del Signore

 

Il mistero dell’Ascensione di Gesù al cielo è uno dei più grandi misteri della nostra fede
Ma, soprattutto, è un mistero che ci fa comprendere con giusto equilibrio
L’importanza dell’impegno del cristiano del mondo e nella storia
Ci troviamo spesso davanti a due esagerazioni:
Da una parte, quella di chi vorrebbe che la Chiesa nel mondo sia tutta rivolta al cielo
E che non si occupi troppo delle cose della terra!
Si tratta, ad esempio, di quelli che dicono che la Chiesa deve essere povera e non avere niente
Perché deve fare le “cose spirituali”, deve pensare all’anima
Essere come san Francesco, povera, senza niente…
Dall’altra c’è quella esagerazione che fa confondere la Chiesa con una realtà tutta terrena
Che deve stare in mezzo alla gente, deve fare tante cose
Scuole, Oratori, Ospedali… Tutto! Perché la Chiesa deve stare nel mondo
“Sennò” – dicono – “a che serve?”

Ora, però, proprio la festa di oggi ci permette di scoprire che la presenza della Chiesa
Non può essere né l’una né l’altra di queste esagerazioni
Gesù è innalzato al cielo e questo può far pensarci, appunto, che dobbiamo soltanto desiderare il Paradiso
Ma non è così!
I discepoli restano a guardare il cielo dopo l’Ascensione ma i due angeli dicono loro, quasi a rimproverarli:
“Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?”
Eh sì… il cristiano non è uno che sta lì a guardare il cielo… ma è uno che vive di desiderio
La Chiesa non è, in modo snob, tutta tesa al cielo e schifa questa terra e questo mondo
No, anzi… essa è inviata!
Vi prego, però, di non pensare a cose passate, alle monache di clausura…
Questo atteggiamento è presente, ad esempio, in tutte quelle associazioni
Che vogliono essere oneste, pulite, “senza macchia, né ruga”…
E non vogliono vivere la comunione della Chiesa, perché è corrotta, piena di cardinali ricchi!
Questa perfezione è sempre oltre la nostra vita concreta e ci è davanti come un ideale
Non come una cosa pienamente possibile in questo nostro mondo!
Noi desideriamo essere “santi”, dobbiamo tendere verso la più alta correttezza morale
Ma non possiamo mai pensare di giungervi, di esserci arrivati
Soprattutto non possiamo pensare di giudicare gli altri che non sono ancora abbastanza santi e perfetti
Non possiamo stare lì a guardare il cielo, ma dobbiamo fare due cose ugualmente importanti:
Desiderare il cielo e annunciare il Vangelo!
La Parola di Dio che abbiamo ascoltato è chiara: Gesù tornerà e noi viviamo di questa speranza,
Ma proprio Lui ci ha inviati ad annunciare la conversione e il perdono dei peccati!
Questo è un comandamento esplicito dato dal Signore risorto prima di ascendere al cielo
Un comandamento che dobbiamo metter in pratica con efficacia!

La speranza cristiana conduce la Chiesa ed ogni cristiano ad esser testimone del Risorto!
Non è un rifugio in un mondo ideale dove tutto è perfetto
Ma è la proposta di un ideale possibile che trova nell’umanità del Risorto il suo punto di riferimento
Così, l’impegno cristiano nel mondo non può essere una semplice accettazione di quel che c’è
Ma è la proposta di un modello nuovo di vivere ogni aspetto della vita umana
Avendo come riferimento non una qualche idea, o un interesse
Ma l’incontro vivo con Colui che è il Vivente, Gesù
La Chiesa, anche nel mondo della vita eremita e claustrale, è sempre un annuncio
È sempre missione che agisce per il bene dell’uomo e della storia
Possono esserci quelli che attraverso la loro vita offrono un modello di questo rinnovamento
Possono esserci quelli che, invece, contribuiscono a trasformare le cose in senso evangelico
Ma nessun cristiano, se è davvero tale, può permettersi di mettere da parte l’annuncio

Perché a tutti siamo debitori della conoscenza del Signore Gesù
Che, come abbiamo ascoltato, è la “via nuova e vivente”
È l’unico che può offrire alle persone una possibilità di essere realmente migliori
La sua umanità perfetta è ciò che ci libera dal male, dalle distorsioni del male
E ci rende persone davvero libere, limpide… in una parola “sante”
E ogni uomo è chiamato da Dio a questo…
Così comprendiamo che la nostra testimonianza cristiana
Non è quella moraleggiante e puritana che oggi la cultura in cui siamo immersi ci chiede
Ma essa riguarda “la conversione” cui ogni uomo è chiamato
E “la remissione dei peccati” che il Signore Gesù vuole offrire a tutti!
Di questo noi siamo testimoni! Non si essere migliori degli altri, o ineccepibili
La nostra testimonianza è quella di un invito esplicito di Dio a seguire la via del Vangelo
Ad accogliere Gesù come la via di una vera santificazione!

Così in questa festa accogliamo l’invito che Gesù ci fa:
“Restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto”
Restiamo nelle cose che viviamo finché lo Spirito Santo non ci aiuti a essere un po’ migliori
E restando nelle nostre cose diciamo a tutti della bellezza di Gesù
Del suo invito alla conversione, del perdono dei peccati che Egli ci dona
Siamo testimoni del Signore risorto, mentre attendiamo lo Spirito Santo
Che ci unisca alla grande vittoria di Gesù sul peccato e sulla morte!

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dalla Regola di vita
Strutture di comunione
Per questo ogni membro della fraternità avrà a cuore di sentirsi pienamente corresponsabile del bene della comunione fraterna e si spenderà totalmente nell’opera affascinante e faticosa del discernimento comunitario evitando gli opposti scogli del comunitarismo e dell’individualismo.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
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al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
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Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.