Noi, stelle per i Magi del nostro tempo

John Duncan, Adorazione dei Magi

John Duncan, Adorazione dei Magi

Marina di Minturno,
6 gennaio 2016
Solennità dell’Epifania

Che grande festa questa che celebriamo!
Gesù, nato a Betlemme di Giudea, oggi viene accolto non solo dal popolo di Israele
Ma da tutti i popoli! In quei tre Magi ci siamo anche noi… i nostri antenati
Ci sono anche quegli antichi abitanti di Minturnae che aprirono il cuore al Vangelo
Ci sono anche tutte le persone che oggi si convertono a Gesù!
Ed è straordinario tutto questo! Un grande evento…
Che ci interpella!
Perché occorre che ogni uomo conosca la grandezza di Gesù, la sua opera di salvezza per lui
E noi dobbiamo esserne annunciatori
Potremmo dire, stelle che accompagnano le persone a scoprire dov’è Gesù
Che portano gli altri verso la piccola casa dove Gesù è nato, al piano inferiore…
Ed ecco, allora, vediamo le tappe che gli uomini fanno per giungere al Signore:
Quella dei Magi è una storia che ci rivela questo cammino straordinario
Di chi si “apre” all’Amore e alla Misericordia del Signore!

E la prima cosa da considerare è che i Magi hanno visto una stella e si sono messi in cammino!
L’inizio dell’incontro con il Salvatore è proprio così, in un cammino…
Senza mettersi in cammino non si può giungere a conoscere Gesù e la salvezza
Senza essere per strada non possiamo essere salvati!
Eppure molti vorrebbero risparmiarsi questo cammino, questa strada
Vorrebbero una salvezza che semplicemente li raggiunge e li fa stare dove sono:
Penso a quanti pretendono che la Chiesa dica o faccia quello che vogliono loro
Sennò è una Chiesa retrograda, che non “attira”, che “scaccia” e così via
Penso a chi vorrebbe la fede come ornamento della sua vita, magari dei suoi peccati
E possiamo pensare certamente ai camorristi, ai tanti delinquenti devoti
Ma anche a tanti genitori del catechismo che sopportano a mala pena il catechismo
E poi vorrebbero che i figli ricevano i sacramenti
A quelli che vivono situazioni irregolari di matrimonio e senza porsi alcun problema
Vorrebbero sentirsi rispettati e accolti come se nulla fosse
O ancora a quelli che sono pronti a sputare veleno sulla parrocchia e su chi vi opera
E poi vengono a pretendere questo e quell’altro, magari dicendosi cristiani
Purtroppo la fede cristiana chiede di mettersi in cammino, di cambiare, di convertirsi
Di lasciare le proprie – insicure – certezze per andare lì dove Dio abita!
E così possiamo chiederci se anche noi siamo in cammino!
E se facciamo capire che essere cristiani è essere in continuo stato di penitenza, di conversione!

La stella, poi, guida i Magi a Gerusalemme! Che cosa vuol dire?
Gerusalemme è il luogo dove la Rivelazione di Dio è custodita, è conservata
È il segno terreno della Gerusalemme celeste: è la Chiesa, siamo noi, il Popolo di Dio nel tempo
Noi, piccole stelle, annunciatori della salvezza dobbiamo condurre gli uomini lì!
Ed è bello: prima di giungere da Gesù bisogna incontrare la Chiesa che vive sulla terra
Lì si trovano le indicazioni più precise e vere per arrivare dal Signore!
Abbiamo sentito di come la stella scompare quando giunge a Gerusalemme
Anche noi… quando conduciamo le persone all’incontro con la Chiesa dobbiamo farci da parte!
Certamente il racconto ci testimonia anche di come, come Chiesa
Possiamo essere di ostacolo, di scandalo, di sviamento
Addirittura possiamo vivere con superbia, con invidia e con altezzosità il dono della fede
Ma comunque sia la Chiesa trasmette la verità su Gesù, sul “luogo dove abita”
La Chiesa terrena può essere anche imperfetta e, addirittura, peccatrice nei suoi membri
Ma è autenticamente Chiesa quando custodisce con integrità e fedeltà
Le indicazioni per incontrare il Salvatore, per andare da Gesù
Così dobbiamo aiutare le persone a vivere una vera amicizia con la Chiesa visibile, con la parrocchia
Con il Vescovo, il Papa e i cardinali che lo aiutano nel governo della Chiesa universale!
Partecipare agli attacchi che la Chiesa subisce sia qui nel nostro paese che a livello nazionale o mondiale
È una cosa da cristiani sconsiderati e sciagurati, che ormai hanno abbandonato la loro casa
E che non hanno a cuore la salvezza degli altri, il Vangelo del Signore Gesù
Perché solo passando per Gerusalemme si può giungere a Betlemme
Solo, cioè, incontrando la Chiesa possiamo giungere a conoscere realmente Gesù!
E noi dobbiamo saperci mettere da parte davanti al mistero grande della Chiesa
Come la stella che scompare quando i Magi giungono a Gerusalemme!

L’ultima tappa è quella dell’incontro con Gesù e sua Madre…
E quel che è bello è che i Magi davanti al Signore donano cose preziose e ricercatissime!
Mi viene da pensare a quelli che rimproverano la Chiesa per le sue ricchezze
Per il suo oro, per il suo incenso, per la sua mirra (che è il profumo dei morti)
A quelli che dicono che Gesù non vuole questo o quello!
E invece… Gesù vuole da noi le cose più preziose e belle!
“I poveri li avete sempre con voi… non sempre avete me!”
Quando ci troviamo davanti al Signore dobbiamo dargli il meglio e non gli scarti!
Quando veniamo davanti a Dio non possiamo dargli gli scarti del nostro tempo, dei nostri soldi…
Anzi… dovremmo donargli l’oro, l’incenso e la mirra di ciò che siamo!
Questo è ciò che ci fa comprendere che siamo davvero “convertiti”
Quando sappiamo spogliarci di ogni cosa davanti a Dio, davanti al Vangelo…

Così… che cosa donerai oggi al Signore? Che cosa gli offrirai?
Qualche minuto rubato di qua e di là come quattro spiccioli che ti avanzano?
O gli donerai te stesso? Le cose preziose della tua vita? La sofferenza che ti sembra portarti alla morte?
Oggi fa’ come i Magi: donagli tutto di te… Egli è Dio e tutto si è donato a te!
E come stella cometa guida i magi del nostro tempo all’incontro con Lui…
Tu sei la stella cometa delle persone che ti sono accanto e che con sincerità
Cercano il volto del Signore Gesù!

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Ogni giorno al mattino ci si riunisce per un breve capitolo comunitario dove si comunicano i momenti speciali della giornata o le cose necessarie allo svolgimento sereno della vita quotidiana.
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I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
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al punto da orientare lo sguardo
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al punto da fare del monaco
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verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
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i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.