Non di questo mondo

J. Kirk Richards Are Thou a king then?

J. Kirk Richards
Are Thou a king then?

Marina di Minturno,
22 novembre 2015
Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’universo

Il Vangelo ci ha parlato di “mondo”…
E Gesù ne prende le distanze: “il mio regno non è di questo mondo” e lo ripete ben tre volte!
Allora il regno di Gesù è etereo? “spirituale”, come vorrebbero alcuni?
No! Anzi… il Regno di Gesù è concreto, riguarda addirittura l’universo
Come oggi proprio celebriamo! Gesù è re dell’universo intero!
Qual è la differenza, allora, tra il “mondo” di cui parla Gesù e l’“universo” di cui Egli è re?

Per comprenderlo dobbiamo andare alle prime pagine della Bibbia
Quando Dio, creando, affida all’uomo il creato e gli affida la sua cura, la sua custodia
Addirittura lo associa alla sua opera creativa:
Infatti affida all’uomo il compito di dare un nome agli animali
L’uomo, così, nel piano di Dio deve governare il mondo: è il re di tutto il creato!
La tentazione e il peccato, però, ostacolano questo disegno divino
L’uomo da re, si fa schiavo del male e delle proprie voglie
E genera una storia in cui non c’è più pace tra lui e la creazione
Anzi! L’uomo diventa vittima del creato, della storia, dell’altro uomo
Questo è il “mondo” così come ce lo presentano i Vangeli e l’insegnamento della Chiesa
Il “mondo” è l’universo privato del ruolo ordinatore e conoscitivo che l’uomo ha in esso
è l’universo dominato da un altro principe: il diavolo!
Gesù, allora, è Dio che si fa uomo per poter finalmente governare su tutto l’universo
Non solo come Dio, ma proprio come uomo, secondo il progetto della creazione!

Così capiamo bene che Gesù non è re di “questo mondo”
Egli è venuto per salvare il mondo – dominato dal diavolo e non dall’uomo –
E con la sua morte e risurrezione è stato costituito re di ogni cosa creata!
Così che in questo nostro tempo, nella storia dell’uomo
Ci sono due regni, due modi diversi di vivere nella creazione, di vivere la storia
Quella di cui facciamo esperienza giorno dopo giorno,
Cioè il mondo dominato dal male e da un’umanità resa schiava dal peccato e dalle proprie voglie
E poi c’è il Regno che Gesù è venuto a stabilire sulla terra
Un Regno in cui finalmente l’uomo trova il suo ruolo di “signore”, di “re”
Come?
Non più in se stesso, nella sua umanità intrisa di male e di attrazione per il male
Ma nell’umanità perfetta di Gesù, vero re dell’universo!
Nella sua umanità troviamo spazio anche noi quando lo riconosciamo come nostro re
Quando, come Egli oggi dice nel Vangelo, siamo mossi alla ricerca dell’autentica verità!

Ecco così che noi oggi celebriamo la regalità di Gesù non tanto come Dio
Ma proprio come uomo! Come il nuovo Adamo in cui il Padre può rallegrarsi!
E così sotto il dominio del Signore Gesù finalmente tutto il creato può gioire
E può scoprire i tratti dell’autentico Regno di Dio
Ecco come il prefazio di questa festa ce lo descrive:
Regno eterno
Perché in esso già noi partecipiamo all’eternità propria di Dio

Regno universale
Cioè di tutti, di ogni persona, di ogni tempo, di ogni luogo, di ogni cultura!

Regno di verità
In questo regno, infatti, si scopre il reale valore e il posto di ogni cosa creata!

Regno di vita
Dove la morte è sconfitta e dove non può esserci che la vita che viene da Dio stesso

Regno di santità
Questo, infatti è il luogo dove possiamo trovare la vita stessa di Dio e viverla noi stessi!

Regno di grazia
Cioè di benevolenza, di misericordia, di incredibile amore di cui Dio ci può ricolmare!

Regno di giustizia
Dove siamo in pace con la nostra coscienza perché viviamo secondo la legge scritta nel nostro cuore

Regno di amore
Perché in esso risplende tutto Dio che è amore che non viene mai meno!

Regno di pace
Perché in esso non c’è più guerra, non c’è più disarmonia, ma tutto è riconciliato

Ecco il Regno di cui oggi Gesù ci dona la cittadinanza
Come Re egli viene qui tra di noi per farci diventare suoi sudditi, suoi servitori
Noi che viviamo in “questo mondo” abbiamo la grande grazia di poter esserne stranieri
E possiamo già vivere nel mondo vero e autentico
Quello in cui Gesù è re… in cui noi siamo liberi… il cui il creato già risplende!

Accogliamo il nostro Re!
Prostriamoci davanti a Lui!
Doniamolo ad ogni uomo che lo attende!
Il Regno di Dio è l’unica possibilità di salvezza per l’uomo in questo mondo!

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dalla Regola di vita
Vita fraterna
La vita fraterna ha come fine il dono della pace. La pace è dono della Croce del Cristo, con cui egli ha infranto ogni muro di separazione; della sua Risurrezione, in cui Egli è stato costituito dal Padre giusto giudice di ogni realtà creata e della Pentecoste, quando lo Spirito Santo è stato donato in pienezza alla Chiesa ed essa è divenuta casa per tutte le nazioni.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.