Novembre 2014

tuttisantiQuesto mese è iniziato con la grande solennità di Tuttisanti e con la Commemorazione dei fedeli defunti. La veglia è stata particolarmente partecipata e ci ha introdotto in questo ultimo mese dell’anno liturgico così ricco di speranza e di sguardo al destino finale dell’uomo e della storia. L’abbiamo concluso con il canto di quello straordinario inno liturgico che è il Dies Irae. Molto bello è stato anche il pellegrinaggio, che abbiamo fatto con la parrocchia dove siamo ospiti, a Lanciano (al Santuario del miracolo eucaristico, il più antico della storia!) e a Casalbordino (al Santuario della Madonna dei Miracoli). E lì ci ha accolti la comunità benedettina che vive accanto al Santuario e abbiamo partecipato al 50° anniversario della professione monastica di uno dei fratelli: il canto del Suscipe ci ha richiamato al desiderio di poter cantare al più presto anche noi!
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C’è stato poi un momento semplice, ma intenso e significativo:
abbiamo accolto Angelo nella Fraternità. Dopo un anno di cammino con noi ci ha chiesto di poter prendere un impegno nella vita monastica e lo abbiamo accolto donandogli l’abito della preghiera, la cocolla. Cammina così anche lui, come Francesco e Daniel, verso la professione dei voti. Come giorno per questo passo abbiamo scelto quello della Presentazione della Vergine Maria al Tempio: segno della donazione di un’anima all’amore di Dio che la chiama all’intimità con Lui, alla comunione piena con Lui.

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dalla Regola di vita
Accoglienza e formazione dei nuovi membri
Il capitolo, quando ammette per la prima volta una persona aspirante ai voti, la affida a un santo o ad una santa come segno di comunione ecclesiale e come sostegno nel cammino della vita.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.