Novembre 2015

2015-10-23 15.19.35Nel mese di novembre abbiamo cominciato la Scuola della fede, un’iniziativa che ci permette di rispondere alla domanda di conoscenza della fede e di aiutare molti a scoprire che la teologia può essere “per tutti”… Un piccolo contributo a fare in modo che ogni credente possa rendersi conto della propria fede, esprimerla in modo adeguato alla propria storia culturale perché l’evangelizzazione sia vera, cosciente, piena… è un servizio che appartiene pienamente al nostro “carisma” di evangelizzatori con la specificità della vita monastica e siamo contenti del piccolo successo che questa iniziativa ha avuto! Speriamo di renderla una vera e propria “scuola” per imparare che cosa crediamo e per rendere ragione della speranza che ci abita!

12249762_423573394504420_9143392505097580568_nAbbiamo poi accolto un “vecchio” amico, Pietro che viene dalla Sardegna e ha fatto un piccolo tour in Italia: è stato con noi qualche giorno condividendo un po’ della nostra vita!

Alla fine del mese, sabato 28 e domenica 29, abbiamo accolto le reliquie di santa Maria Cristina Brando, fondatrice delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato che sono nella nostra stessa parrocchia. Un bel momento di comunione, un modo straordinario che Dio ci ha donato per iniziare l’Avvento e un nuovo anno liturgico… la comunione dei Santi continua a sostenere il nostro cammino!

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dalla Regola di vita
Vita di lavoro
Ogni membro della comunità, perciò, ha un’attività lavorativa che compie con zelo e impegno e in cui acquisisce un livello abbastanza alto di professionalità.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.