Nuova creazione

Nel Vangelo abbiamo ascoltato che è il primo giorno della settimana!
Dopo il riposo del sabato…
Nel giorno in cui la creazione è stata compiuta, un nuovo evento accade per opera di Dio!
Come lo Spirito aleggiava sulle acque primordiali (Gn 1,1),
così lo Spirito oggi si stende sul corpo del Cristo vittima del caos della morte
e lo rialza, lo risolleva, lo sottrae alla corruzione!
È un nuovo evento il cui unico parallelo è la creazione!

Quello, però, che è importante è che riguarda anche noi!
Sì!
Perché questo corpo che è liberato dal male
non è solo il corpo terreno del Signore Gesù
ma è anche il suo corpo “spirituale”
cioè tutti coloro che sono stati “innestati” in Lui
tutti noi, che, attraverso l’annuncio delle donne e degli apostoli
e con la forza del battesimo e dei sacramenti cristiani,
siamo uniti a Lui, siamo il suo corpo vivente nella storia!

“Se siete risorti con Cristo” (Col 4,1)
noi siamo risorti con Lui…
ma che vuol dire?
Che siamo liberi dalla corruzione della morte e del peccato
che, se lasciamo che il suo Spirito abiti e viva in noi (1 Cor 3,16),
ecco che siamo un popolo nuovo:
una generazione che precede Adamo ed Eva
e che rinnova ogni cosa!
Noi siamo la Chiesa vivente del Signore.

A patto che viviamo di Lui, che ci lasciamo risorgere da Lui!
E come si fa se non nutrendoci di Lui?
Molti dicono “Che fa se non vado a Messa? L’importante è fare la carità”
Non hanno capito il mistero della Pasqua!
Che è l’annuncio che c’è una vita possibile offerta a te.
È un’appartenenza a Gesù non ideale o morale, ma fisica, concreta, reale!
È Lui donato a te che ti trasforma, ti converte, ti trasfigura in Lui.
E solo allora puoi amare davvero…

Senza la Messa quotidiana (o almeno la domenica) come si fa ad essere risorti con Gesù?
È impossibile! Magari qualche grande santo ci riesce, ma noi che siamo deboli
abbiamo bisogno della sua “nuova creazione”
di Lui che viva in noi!
Altrimenti non possiamo amare davvero, ma solo dare voce al nostro bisogno di amare.
Altrimenti dobbiamo accontentarci di ridurre la nostra fede alla mediocrità
ad una patina di religiosità affettata e bigotta
(anche se si vanta di essere “moderna” e spirituale)
che non serve a nessuno
come il sale che perde il sapore (Mt 5,13; Lc 14,34-35);
o come quelle cose tiepide che provocano il disgusto (Ap 3,15).

Lasciamo, invece, che la vita nuova del Risorto
ci introduca nella nuova creazione (2 Cor 5,17; Gal 6,15)!
Lasciamo che in noi viva il Vivente e non la corruzione della morte!
Lasciamo che la Pasqua del Signore
sia la nostra rinascita ad una vita rinnovata e piena dello Spirito Santo.

Perché noi siamo l’unica e autentica speranza
per un mondo che sempre più si rivela incapace
di vincere il male, la corruzione, la distruzione.

Valledacqua, 21 aprile 2019
Domenica di Pasqua
At 10,34.37-43   Sal 117   Col 3,1-4   Gv 20,1-9

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Vita di preghiera
Con il permesso del responsabile della comunità ogni suo membro può celebrare qualche volta la liturgia in solitudine a condizione questo che non arrechi disagio alla celebrazione comune e che la cosa sia chiaramente straordinaria.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.