Obbedienza, povertà, castità:le vie per vincere il diavolo!

x2t6bvuhMarina di Minturno
14 febbraio 2016
I domenica di Quaresima

Questa pagina del Vangelo, a leggerla bene, sembra davvero un ritratto del nostro mondo
Del nostro mondo interiore, ma anche del tempo in cui siamo
In cui le tentazioni del demonio sembrano mostrarsi con una chiarezza impressionante!
Prendiamo ad esempio la prima tentazione del demonio a Gesù!
Gesù ha la capacità di poter trasformare le pietre in pane e che male c’è a farlo?
Tra l’altro ha anche fame, ha anche un bisogno da soddisfare…
È proprio la tentazione dei nostri tempi: “Se si può fare, perché non farlo?”

Se possiamo realizzare una bomba che distrugge il mondo intero perché non farlo?
Se posso costruire un bambino in laboratorio, che male c’è?
Se ho voglia di fare questo o quello e non faccio male a nessuno… perché non devo farlo?
Persino i nostri ragazzi li educhiamo a realizzare i loro sogni, i loro desideri
E la pubblicità – che oggi governa tutto quello che facciamo – ci invita ad avere sempre più desideri
Così l’uomo è quello che desidera e se non può averlo è una persona fallita!
Ma… ci insegna oggi Gesù, non di questo “volere” vive l’uomo
La vita dell’uomo, la sua realizzazione è, invece, rispondere a Dio che lo ha creato
A Dio che lo ha amato, che desidera essere in piena comunione con lui
Non la realizzazione del nostro desiderio ci rende felici, ma colmare il sogno di Dio
Non fare quello che vogliamo (che spesso, poi cambia momento per momento) ci dona la pace
Ma realizzare fino in fondo ciò che Dio, il nostro Padre celeste, vuole!
Gesù, così, ci indica l’obbedienza come il modo per vincere questa tentazione!
Possiamo vincere l’arroganza dei nostri desideri, dei nostri sogni con l’obbedienza al Padre
Con la docilità alla provvidenza amorevole di Dio, alla sua incredibile misericordia!

Ma anche la seconda tentazione è particolarmente presente in noi e attorno a noi!
È quella che ci invita a usare qualsiasi mezzo per poter essere forti, gente di successo
Per avere un posto di lavoro, per poter fare strada nella vita molti sarebbero pronti a tutti
Per poter conservare privilegi e vantaggi sociali, economici e politici molti fanno di tutto
E persino nella Chiesa pur di conservare qualche persona in più si fanno tanti compromessi
E, precisamente, la tentazione del diavolo che offre a Gesù un successo storico, mondano
In cambio della sua adorazione, dell’assumere le logiche proprie di “questo mondo”
Gesù, invece, accoglie solo la via della povertà che il Padre gli chiede
È la via regale che deve percorrere ognuno di noi se vuole essere fedele al Vangelo
Se la Chiesa oggi riconoscesse i matrimoni tra persone dello stesso sesso
Se si spogliasse di tutti i suoi beni, se finalmente fosse una Chiesa moderna, al passo coi tempi
Avrebbe posti di onore ovunque, sarebbe osannata dal mondo intero!
Ma, grazie a Dio, percorriamo ancora una via di povertà evangelica
Preferiamo mezzi semplici, poveri; come fin dai tempi apostolici
Tra noi non ci sono gente di alta finanza, potenti che muovono le fila del mondo
Ma con povertà la Chiesa prosegue nella storia
E lo straordinario momento dell’incontro del Papa e del Patriarca Kirill è un esempio
Di questa povertà che rifugge dai grandi luoghi di decisione e dai giochi di capitali
Per mettere le basi di una convivenza autenticamente pacifica partendo dalla periferia del mondo
Se vogliamo davvero conservare la pace del Vangelo non possiamo che vivere da poveri
Senza desiderare grandi ruoli nel mondo, nella società
Anzi, accettando critiche, addirittura persecuzioni e isolamento!
È la povertà che il Signore ha scelto come via vera contro quella che il diavolo ci propone
Quella del successo e della riuscita nella vita!

E infine l’ultima tentazione… una tentazione terribile, che è alla base della depressione
Dell’insoddisfazione di tanti di noi e della rabbia che spesso ci prende!
Il diavolo vuol far credere a Gesù che il Padre suo è uno da cui rivendicare privilegi
“Se davvero Dio ti vuol bene deve aiutarti, deve proteggerti!”
Ed è proprio il rivolgimento che noi sperimentiamo nei ragionamenti che sentiamo in giro!
Noi abbiamo diritto a questo, a quest’altro
I genitori devono assicurare questo ai figli, e i mariti quell’altro alle mogli e le mogli devono ecc. ecc.
E poi scopriamo che, invece, non succede mai nulla di questo
Lottiamo, lottiamo, ci buttiamo in dispute che ci distruggono interiormente
E ci lasciano delusi, amareggiati, depressi perché gli altri non hanno fatto abbastanza per noi
E nasce la rabbia verso i genitori, verso il parroco, i politici, verso quelli della propria famiglia
Una nebbia che avvolge il cuore! E che spinge alla disperazione o a uccidere e farsi giustizia!
Persino ce la prendiamo con Dio che non fa quello che noi meritiamo o che Lui ci deve!
Gesù ci indica la via di un amore puro, casto, che non pretende nulla dall’altro
Che non vuole niente dall’altro se non amarlo, donarsi a lui
Amare è un atto gratuito che non chiede nulla in cambio
Gesù ama il Padre perché semplicemente è il Padre suo
E non perché lo salva dalla croce o perché è simpatico e bravo!
E così ci indica la via dell’amore casto, puro come la vera medicina per il nostro cuore
Spesso sconvolto da un amore esagerato che in realtà non è puro, ma che dona tutto
Perché vorrebbe ricevere tutto…
L’amore vero – ed è bene ricordarselo a san Valentino – non è quello che fa pazzie per l’altro
Ma è quello che vuol bene senza chiedere nulla in cambio
Che ama perché è bello amare l’altro, amare Dio, donare quello che si può e come si può
Ma se io amo con gelosia, con esagerazione non è un amore vero
No, è amare per essere ripagati: tanto che poi diciamo “Io ho fatto questo e quello e lui o lei!”
L’amore vero non mette alla prova, ma senza pensare a se dona con generosità e semplicità!

Così Gesù ci fa vedere non solo il male che ci circonda e che abita
Ma ci fa intravedere anche le vie per vincerlo… è la strada dei consigli evangelici
Dell’obbedienza, della povertà e dell’amore casto
Una strada che ogni cristiano, anzi ogni uomo, deve percorrere per trovare la via della pace
Per giungere alla felicità, quella vera, quella dove il diavolo non ha più potere, né forza
Incamminiamoci con Gesù per questo splendido percorso!

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dalla Regola di vita
Regola di vita della Fraternità di San Bonifacio
Per queste e altre ragioni la sua amicizia e la sua intercessione sono per ogni membro della fraternità una grande benedizione.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.