Archivi per la categoria ‘Generale’

grazia

Una delle cose che ci dividono dalle Chiese dell’Oriente cristiano
è proprio un piccolo particolare della visione della Trinità.
Noi la risolviamo con il fatto che sono cose “teoriche”, che non riguardano la nostra vita,
che alla fine è importante volersi bene più che pensare la stessa cosa.
Molti, specialmente tra i monaci dell’oriente, non la vedono così
e questa questione è una cosa centrale, essenziale…
Che cosa possiamo ricavarne?
Dobbiamo scoprire che la verità su Dio – e, di conseguenza su tutto ciò che esiste – è importante!
Può sembrarci inutile, talvolta anche divisiva, ma è qualcosa che riguarda la nostra vita.
Può sembrarci strano, ma è profondamente diverso credere nella Trinità
o credere nel Dio dei musulmani.  O in un mondo divino come nell’induismo.
Diverso è fare di questo una contrapposizione inconciliabile e, addirittura, che conduce all’odio.
Ma dobbiamo capire bene che professare la nostra fede
– anzi cantarla, come facciamo nella liturgia –
è importante, prezioso. Non solo “praticarla”, ma anche dirla con le parole e le nostre scelte.

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nonsoloGesù

Non basta solo Gesù? Potremmo chiederci questo!
Abbiamo bisogno di altro? Di un altro “consolatore” o “difensore” o “avvocato”?
Può sembrare una domanda inutile o forse soltanto per chi si diletta di teologia.
Ma, in verità, è davvero importante!
Ci basta soltanto Gesù nella sua storia di 2000 anni fa?
Ci basta soltanto una raccolta di libri da cui ricavare norme di comportamento, come la Bibbia?
C’è davvero bisogno di altro?
Questa è la questione che molti, senza rendersene conto, dicono quando fanno affermazioni come:
“Ma nella Bibbia non si parla di questo!” “A che serve la Chiesa? Basta l’esempio di Gesù!”

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dalla Croce all’eternità

C’è una differenza forte nel Vangelo di San Luca tra due scene che sono, in qualche modo, simili.
Simili perché si parla del fatto che Gesù non c’è più.
La prima è la scena della crocifissione, della Morte del Signore; l’altra è questa dell’Ascensione.
Gesù non c’è più, scompare dalla vita dei discepoli, degli Apostoli.
Eppure il modo in cui le persone reagiscono a questi due eventi è totalmente diverso.

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peace!

C’è una preghiera che chi celebra dice un po’ prima della comunione
e che richiama proprio il Vangelo che abbiamo ascoltato:
  “Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”,
  non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa,
  e donale unità e pace secondo la tua volontà.”
Tutto è centrato sulla pace!
Alcuni miei confratelli, purtroppo, confondono la pace con qualche bandiera colorata
da mettere qua e la per la chiesa o addirittura come paramento.
Ma, mi sembra davvero chiaro, che il Vangelo e la nostra fede intendano qualcosa di più radicale.

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amare gratis

Ci si interroga spesso, oggi, su come fare per annunciare il Vangelo.
O, forse più correttamente, trasmettere alle nuove generazioni quello che abbiamo ricevuto
dal Signore Risorto e della forza dello Spirito Santo.
Ma forse abbiamo dimenticato l’indicazione più chiara che il Signore ci ha lasciato
e che abbiamo appena ascoltato:
“Se avete amore gli uni verso gli altri: da questo tutti capiranno che siete miei discepoli”.
Ora questo è bello… che non la fede, non la carità, nemmeno la speranza del cielo.
Ma la comunione tra noi, l’amore tra di noi!
Questo dice di Gesù, della nostra “appartenenza” al Risorto!

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dalla Regola di vita
Forma della consacrazione
Solo chi ha pronunziato i voti è vincolato in coscienza all’osservanza di questa regola.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.