Archivi per la categoria ‘Homiliae diversae’

tutti in acqua!

El_Greco_battesimo_di_Cristo-488x1200Valledacqua, 13 gennaio 2019
Battesimo del Signore
Is 40,1-5.9-11, Sal 103, Tt 2,11-14;3,4-7, Lc 3,15-16.21-22

Sappiamo bene che Gesù non è stato battezzato come noi!
Il suo però non era neanche il battesimo di san Giovanni Battista.
Era il suo battesimo!
Un battesimo unico, con caratteristiche tutte proprie.

Il battesimo è una pratica diffusa in molte religioni
come segno penitenziale, di lavaggio dalle proprie colpe, dai peccati.
C’è sempre questa idea di purificarsi.
Ti lavi e come succede con lo sporco, i peccati restano nell’acqua.
E tu esci pulito! Leggi il resto di questo articolo »

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essere stelle

cieloValledacqua, 6 gennaio 2019
Epifania del Signore
Is 60,1-6, Sal 71, Ef 3,2-3.5-6, Mt 2,1-12

Uno dei punti fermi di papa Francesco, delineati nella Evangelii Gaudium,
è quello di “avviare processi, più che occupare spazi” (EG,223; AL 261).
Ed è un’intuizione preziosa che può aiutarci a scoprire il senso profondo dell’Epifania
che è la festa della manifestazione del Signore Gesù come salvatore di ogni uomo!

Finora, in effetti, l’annuncio del Vangelo ha comportato anche l’occupare spazi
– qualcuno, moralisticamente, vede in questo una cosa negativa e contraria al Vangelo
   mentre, in realtà, è stato l’unico e vero modo di poter essere fedeli ad esso
   nelle condizioni sociali e storiche che erano comuni a tutti fino al secolo scorso -.
I profondi rivolgimenti della nostra società ci impongono di vivere diversamente
questo “mistero” di cui ci parla san Paolo oggi:
Le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità,
a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo”! Leggi il resto di questo articolo »

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il compimento

c84207776ad2b526770c55f15d64b76b--religious-icons-facebook-comValledacqua, 1 gennaio 2019
Maria Santissima, Madre di Dio
Nm 6, 22-27 – Sal 66 – Gal 4,4-7 – Lc 2,16-21

Otto giorni dopo il Natale ci ritroviamo
per portare a compimento la festa che abbiamo cominciato!
nelle grandi feste della Chiesa c’è questa abitudine:
fare otto giorni di festa, fino alla pienezza.
È un’idea che già troviamo nell’Alleanza con Israele
e che spesso nei Vangeli è rivissuta e ripetuta.
Esprimeva l’idea della speranza, l’oltre della promessa:
era il giorno dopo il settimo, quello che superava la creazione.
Era il giorno ottavo! Leggi il resto di questo articolo »

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cercare Gesù e trovarlo

boy-jesus_bigValledacqua, 30 dicembre 2018
Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
1Sam 1,20-22.24-28   Sal 83   1Gv 3,1-2.21-24   Lc 2,41-52

È capitato anche alla Madonna! E san Giuseppe!
Può capitare anche a noi di perdere il Signore Gesù.
Può succedere che lo vai cercando di qua e di la…
Lo cerchi tra gli amici, nella carovana che percorre la via
Lo cerchi chissà dove… magari tra i poveri e gli emarginati

Ma Gesù è uno che si trova facilmente.
Non è di quelli che custodiscono una privacy gelosamente!
Il Vangelo di san Luca ci offre due luoghi dove possiamo trovarlo
Due indirizzi: non possiamo mai sbagliare! Leggi il resto di questo articolo »

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figli di Dio

altare Natale 2018Valledacqua, 25 dicembre 2018
Natale
Is 52,7-10   Sal 97   Eb 1,1-6   Gv 1,1-18

Se fosse solo nato nella capanna o nella grotta
povero ed emarginato, ai confini della storia
non ci sarebbe interessato!
Farebbero bene a cercare
– come ha fatto google in questi giorni –
altre ragioni per festeggiare il Natale.
Perché ci sono tante tradizioni in cui si festeggia in questi giorni.

Se riducessimo la nascita del Signore
a questo quadretto del presepe
– “perché le tradizioni vanno rispettate!” –
o al buon esempio in salsa un po’ contestataria
– “ancora oggi emarginiamo e non accogliamo gli immigrati!” –
hanno ragione a fuggire dal Natale cristiano Leggi il resto di questo articolo »

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dalla Regola di vita
Vita di povertà
Ogni membro della fraternità è pronto a vivere la spogliazione più radicale cui la provvidenza del Padre vorrà condurlo.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.