Archivi per la categoria ‘Homiliae diversae’

amare gratis

Ci si interroga spesso, oggi, su come fare per annunciare il Vangelo.
O, forse più correttamente, trasmettere alle nuove generazioni quello che abbiamo ricevuto
dal Signore Risorto e della forza dello Spirito Santo.
Ma forse abbiamo dimenticato l’indicazione più chiara che il Signore ci ha lasciato
e che abbiamo appena ascoltato:
“Se avete amore gli uni verso gli altri: da questo tutti capiranno che siete miei discepoli”.
Ora questo è bello… che non la fede, non la carità, nemmeno la speranza del cielo.
Ma la comunione tra noi, l’amore tra di noi!
Questo dice di Gesù, della nostra “appartenenza” al Risorto!

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non io, ma Dio

Penso spesso che basterebbe, nella nostra vita,
semplicemente credere.
Non dico avere una fede granitica e forte!
O essere particolarmente volitivi e sicuri di sé.
Dico che basterebbe soltanto fare come i bambini con quello che gli dicono i grandi.
Gli dicono che esiste Babbo Natale e dicono: “è così”!
Così dovremmo credere a quello che il Vangelo ci dice.

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Caro, salutis cardo

Come ci raggiunge quella che la liturgia più antica della Chiesa chiama “divina misericordia”?
– con un titolo che poi recentemente è stato messo in evidenza da san Giovanni Paolo II
in seguito alle intuizioni mistiche di santa Faustina Kowalska –
Dal Vangelo di oggi lo comprendiamo bene:
attraverso la carne crocifissa e risorta del Signore Gesù.

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Nuova creazione

Nel Vangelo abbiamo ascoltato che è il primo giorno della settimana!
Dopo il riposo del sabato…
Nel giorno in cui la creazione è stata compiuta, un nuovo evento accade per opera di Dio!
Come lo Spirito aleggiava sulle acque primordiali (Gn 1,1),
così lo Spirito oggi si stende sul corpo del Cristo vittima del caos della morte
e lo rialza, lo risolleva, lo sottrae alla corruzione!
È un nuovo evento il cui unico parallelo è la creazione!

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è nella notte…

È nella notte che i prodigi di Dio si compiono.
È nel silenzio che Dio agisce, crea, provvede, salva.
È nella debolezza che si sperimentano le provvidenze di Dio.

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dalla Regola di vita
Regola di vita della Fraternità di San Bonifacio
La fraternità riconosce in san Bonifacio, vescovo e martire, apostolo della Germania, un riferimento perenne da approfondire e cui sempre ritornare per scoprire le radici della propria chiamata. In modo particolare egli è un punto di riferimento:
Per l’aspirazione a donare la vita al Signore e al suo Vangelo fino all’effusione del sangue
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.