Archivi per la categoria ‘Homiliae diversae’

estremisti

Spesso si associa la partecipazione alla vita della Chiesa, alle cose di Dio
con l’essere persone che si comportano bene, che sanno comportarsi bene.
Ed è così, in effetti, ci mancherebbe!
Ma si dimentica che quanto più una società è lontana da Dio e dal Vangelo
tanto più i cristiani diventano eversivi, estremisti, inaffidabili, non più omologabili.
È quello che fa scattare, poi, ad un certo punto, il martirio, la persecuzione.
I cristiani sono sempre eversivi, estremisti.
E il Vangelo di oggi ce lo illustra in modo chiaro e inequivocabile.

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un galateo evangelico

Persino Gesù ci offre oggi un suo “galateo”!
Perché le due piccole parabole che abbiamo ascoltato si riferiscono proprio
a “buone maniere” da avere quando si fanno banchetti.
Ma dobbiamo subito notare una cosa:
il galateo evangelico è un po’ distante dalle logiche che incontriamo di solito.
Non perché vuol essere “alternativo” ad ogni costo,
ma perché, piuttosto, il Vangelo ci indica
un modo di vivere, di pensare e di agire
che, senza negare ciò che è bene e opportuno per ogni persona e ogni cultura,
è sempre oltre e apre dli spazi per una umanità rinnovata e più autentica.
L’annuncio evangelico quasi mai si contrappone,
ma, sempre, offre una possibilità più alta, più esigente e più liberante!

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salvezza

Alla domanda fatta a Gesù nel Vangelo di oggi: “Sono pochi quelli che si salvano?”
noi diremmo che è una domanda sbagliata o daremmo una risposta un po’ scontata:
“Tutti si salveranno, perché la misericordia di Dio è infinita!”
Ma per far questo dovremmo mettere da parte Gesù e cancellare qualche passo del Vangelo.
Gesù, in effetti, offre una risposta che non elude la domanda
e, soprattutto, non offre la risposta che noi ci aspetteremmo.
Vediamo che cosa dice Gesù!

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divisione

Fuoco… battesimo, cioè acqua!
Sono due immagini che ci parlano dello Spirito Santo.
Gesù desidera che questo “dono” arrivi presto,
per Lui, perché viva la sua Pasqua
e per tutti, perché possano davvero trovare la vita vera.
Ma noi immaginiamo che questa vita vera sia subito una cosa “pacifica”
e, invece, la prima cosa che opera lo Spirito Santo
– ci insegna il Vangelo – è la divisione!
Com’è possibile? Ci chiediamo!

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è possibile!

Che cosa ci dice la festa di oggi?
Io direi che ci insegna che è possibile!
Essere santi.
Essere immacolati.
Essere autenticamente persone, uomini o donne.
Essere totalmente capaci di amare e di accogliere l’amore.
Non sono soltanto dei bei desideri da avere, da coltivare.
È tutto possibile!

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dalla Regola di vita
Strutture di comunione
Ogni settimana la comunità si riunisce per un capitolo comune in cui si affrontano e si approfondiscono le basi della vita che si conduce insieme, edificandosi reciprocamente. Si prendono le decisioni comuni e si comunicano le cose che riguardano tutti. Questo è anche il luogo in cui si evidenziano i conflitti, se necessario, e ci si aiuta reciprocamente a viverli nella pace.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.