Archivi per la categoria ‘Homiliae dominicales seu festivae’

contra diabolum

Dopo un inizio un po’ particolare in cui il Signore ci ha condotti a iniziare la quaresima
eccoci che ci indica il mistero nascosto in questo tempo che ci è davanti.
Un periodo di quaranta giorni che anche lui ha vissuto e a cui ci invita ogni anno
per poter salire con Lui verso Gerusalemme e celebrare la Pasqua con Lui
e da Lui essere salvati, rinnovati e resi sempre più capaci di vivere il battesimo!
Chi ci conduce nel deserto quaresimale è lo Spirito Santo!
Sì… non la nostra buona volontà, non il “si è sempre fatto così”, non l’abitudine!
Sia, invece, lo Spirito Santo a farci incamminare in questa strada.
E che cosa c’è al termine?

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carne

Il segreto di questa festa e la sua ragione ultima è tutta in una parola
che, a pensarci bene, dev’essere costata tanto a san Giovanni!
La parola è “carne”…
San Paolo ha scritto tanto e predicato molto
di come bisogna lasciare la carne con i suoi desideri e seguire lo Spirito.
Così san Giovanni nel dire che il Verbo si è fatto carne
deve aver avuto coraggio e anche una certa audacia nel farlo!
Ma tutto è qui! In questa piccola parola…
Che dobbiamo intendere bene…
perché san Giovanni lo sa che può essere frainteso quello che vuol dire!

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God’s marketing

Pieter Paul Rubens, Adorazione dei pastori (1608)

Se qualcuno volesse far conoscere una notizia
– e oggi con la scienza del marketing e dell’advertising lo sappiamo bene –
sceglierebbe con attenzione il momento giusto perché sia data e diffusa.
Esperti di comunicazione sono pagati fior di quattrini per capire quand’è meglio
mandare in onda un annuncio pubblicitario o un lancio di mercato.
Volete che Dio sia da meno?
Pensate davvero che la nascita del Figlio di Dio
di notte, in un quartiere periferico della periferia dell’impero
sia stato scelto a caso
Così… per la moda di essere contro il marketing e la ricchezza?
E no! Dio non è così stupido e idealista.
Dio, il Padre, poi, è uno che sa il fatto suo!
Tanto che questa notizia ancora oggi è una breaking news!

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dare un nome a Dio

A qualche giorno dalla vigilia del Natale
ecco che a guidarci c’è una figura straordinaria: san Giuseppe!
Che riceve dall’angelo una chiamata davvero speciale… quella di dare un nome a Dio!
“lo chiamerai Gesù”: la Madonna da alla luce il Figlio di Dio
ma dargli un nome, questo spetta a Giuseppe!
È vero che il nome lo riceve e non lo pensa lui, ma quello che è importante
soprattutto mettendoci nei panni di una persona dei tempi in cui scrive l’evangelista
l’importante è che sia san Giuseppe a dare a lui un nome!

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vedere, contemplare

Nel Vangelo che abbiamo appena ascoltato, ricorre spesso questo verbo: “vedere”.
I discepoli di Giovanni Battista devono riferirgli quello che hanno
“udito” e anche quello che hanno “visto”.
E poi Gesù interroga ripetutamente le folle sul che cosa sono andati a vedere.
E comprendiamo bene che ci sono due livelli di esperienza religiosa
che il Vangelo ci propone e ci invita a vivere.

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dalla Regola di vita
Abitazione e stile di vita
I membri della comunità si comportano tra loro come fratelli (o come sorelle) senza preferenze e senza inutili formalismi. Si chiamano per nome, hanno gli uni per gli altri attenzione, stima e accoglienza massima e crescono giorno per giorno nell’amicizia reciproca.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.