Ottobre 2015

Vegliare_Ascoltare_retro_5_Il mese di ottobre è stato caratterizzato dalla preparazione di alcune iniziative che abbiamo “lanciato” per poter vivere più intensamente il nostro impegno nella Chiesa e per ‘evangelizzazione! La prima è la “Scuola della fede” che è un vero e proprio percorso di iniziazione alla teologia offerta a tutti… Nasce dal nostro desiderio di donare la ricchezza del Vangelo e dalla convinzione che ciò che davvero manchi alla realizzazione delle indicazioni del Concilio Ecumenico Vaticano Secondo sia proprio una vera formazione teologica e spirituale del Popolo di Dio: senza di questo non sarà possibile vincere il clericalismo che sempre più cresce nella nostra Chiesa (magari sotto forma dei “preti alternativi”). La seconda è una serie di incontri offerti alle diverse zone della nostra Chiesa locale per mettersi in ascolto della Parola di Dio e per lodare il Signore. Ogni mese ci rechiamo in alcuni luoghi e chiese per condividere con chi vorrà un momento di ritiro e un tempo di veglia di preghiera.

Mons. Betori impone le mani su don Francesco Vita

Mons. Betori impone le mani su don Francesco Vita

In questo mese, poi, siamo stati a Firenze per poter essere accanto al nostro carissimo amico, don Francesco Vita, che è stato ordinato diacono da mons. Giuseppe Betori, arcivescovo della città, lo scorso 11 ottobre. Abbiamo colto l’occasione per far visita ai fratelli e alle sorelle delle Fraternità di Gerusalemme, a Pistoia con quelle Apostoliche e a Firenze con quelle Monastiche… ed è stato bello poter condividere la gioia di rivedersi e di pregare insieme!

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dalla Regola di vita
Vita di comunione ecclesiale
In modo speciale la fraternità si rende disponibile ad operare per la presenza della vita contemplativa nelle Chiese nascenti attraverso una propria comunità o quella di altri istituti. Anche per questo motivo la fraternità è attenta a conoscere e apprezzare il carisma proprio di ogni forma di vita monastica o contemplativa.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.