Preghiera quaresimale di sant’Efrem, il Siro

da recitare ogni giorno

Signore e Sovrano della mia vita,
non darmi uno spirito di ozio,
di curiosità, di superbia
e di loquacità.

Segue una metania

Concedi invece al tuo servo
uno spirito di saggezza,
di umiltà, di pazienza
e di amore.

Segue una metania

Sì, Signore e Sovrano,
dammi di vedere le mie colpe
e di non giudicare il mio fratello;
poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amen.

Dopo questo versetto si dice inchinati per 12 volte:

O Dio, sii propizio a me peccatore e abbi pietà di me.

Di nuovo una metania e l’ultimo versetto della preghiera:

Sì, Signore e Sovrano,
dammi di vedere le mie colpe
e di non giudicare il mio fratello;
poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli. Amen.

e per chi volesse qualche idea sul digiuno può seguire questo “menù”

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2 Commenti a “Preghiera quaresimale di sant’Efrem, il Siro”

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dalla Regola di vita
Vita di povertà
Se la comunità intende comunque finanziare delle iniziative, lo fa senza toccare la parte delle uscite destinata ai poveri.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.