quando la Parola ti piomba sulla testa

johnthebaptistValledacqua, 9 dicembre 2018
II domenica di Avvento
Bar 5,1-9; Sal 125; Fil 1,4-6,8-11; Lc 3,1-6

L’Eterno piomba nel tempo!
Proprio così si apre il Vangelo che abbiamo ascoltato!
Con l’Eterno – la Parola di Dio, cioè – che abita l’eternità,
ma in preciso momento storico – e san Luca ci tiene a determinarlo bene –
questo eterno precipita nel tempo e investe Giovanni Battista

E lui non può che esserne servitore, servo, annunciatore.
Se non lo facesse sarebbe disonesto con la sua storia
con quello che gli è successo, con quello che è.
Sarebbe dilaniato dentro… distrutto dentro…

Che cosa c’entra con noi tutto questo?

C’entra molto!
Perché a tutti capita che a un certo punto
L’Eterno ci investe con la sua presenza e la sua forza:
“Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”!

Ci sono dei momenti in cui capisci che qualcosa di radicale ti ha raggiunto.
Che c’è quell’evento
– che può essere importante o banale
bello o brutto; gioioso o doloroso: può esser di tutto
e però avviene nel deserto: dove ci sei tu, e tu solo –
quella cosa divide la tua vita in un prima e un dopo
e spesso si ricordano i particolari anche minimi
o l’ora, il minuto, gli odori, le sensazioni.

Ecco da allora la tua vita o è fedele a quello che è successo
o lo dice e ne rispetta la presenza, la forza
o capisci di non poter valere nulla, di essere disonesto

E molti poi ahimé scelgono di vivere una vita a metà
facendo tanti compromessi per non affrontare la Parola di Dio
per non amare e vivere come sanno che dovrebbero
per pigrizia o conformismo o per sfuggire a se stessi

Quello che oggi il Vangelo ci dice sia successo a Giovanni Battista,
è successo a molti e ogni uomo ha questo momento essenziale
come ad esempio… san Giovanni, l’evangelista, lo ricorda nel suo Vangelo
quando cominciò ad andare dietro a Gesù.
Successe che lo videro passare e proprio san Giovanni Battista
disse che era l’Agnello di Dio e allora lui e un altro amico, Andrea, gli andarono dietro.
E Gesù, allora, se ne accorse, si girà e gli chiese che cosa cercassero;
gli risposero: “Maestro, dove abiti?” e Gesù li invitò: “Venite e vedete”
Quando poi scrisse il Vangelo Giovanni era anziano
erano passati diversi anni…
E tante cose erano successe…
Ma lui, si ricordava bene tutto, persino l’ora
e l’ha scritto: “era quasi l’ora decima” cioè le quattro del pomeriggio!

Oggi, allora, il Vangelo ci insegna che all’inizio di tutto
c’è questo cadere della Parola di Dio sulla testa di una persona…
Poi si cominciano i grandi lavori:
sbancare le strade, riempire i fossi;
addrizzare quello che è storto e semplice quello che è complicato.

Ma prima c’è questo fatto: che la Parola del Signore ti viene addosso
che il tuo “destino”, la tua “verità” ti viene consegnata, donata
in un’esperienza indicibile e unica
in un evento che soltanto tu puoi custodire nel più segreto della vita!

E nessuno, se non tu e Dio, potranno conoscerlo e capirne l’importanza
Puoi raccontarlo, puoi narrarlo, puoi cercare di dirlo
Ma gli altri non capiranno fino in fondo…

Solo tu e Dio

C’è stato questo evento fondamentale nella tua vita?
Forse ancora no!
E allora aspettalo, attendilo, chiedilo nella preghiera

C’è già stato? Sei stato ricolmato della Parola di Dio?
E allora custodisci quel momento, ricordalo e sii fedele ad esso
Non permettere che sia distorto da altri
Non lasciare che le tue paure e i tuoi entusiasmi lo limitino
Non obbedire ad altro che a questa Parola che ti ha raggiunto!

Sicuramente ti porterà dove tu non immagini
Certamente ti renderà profondamente diverso
proprio come Pinocchio…

Che racconta di come un burattino
– uno che viene guidato dagli altri con i fili che sembrano nascosti –
possa diventare un uomo e percorrere la sua via

Quando la Parola di Dio piomba su di te ti rende libero;
comincia un cammino di profonda libertà…
San Benedetto ha tracciato i confini di questo cammino di liberazione con tre parole:
conversione, cioè diventare ogni giorno nuovi alla luce della Parola che ti è stata donata
obbedienza, cioè ascolto costante e ricordo quotidiano della Parola che ti chiama
stabilità, cioè fedeltà assoluta e intransigente alla Parola che ti modella

E così la vita dei monaci e delle monache è un sentiero
che mostra a tutti i cristiani che solo la fedeltà alla Parola
che ti ha raggiunto e che ti ha costruito
dona significato alla tua vita e ti permette di amare, di agire, di vivere davvero!

Proprio ieri alcuni monaci sono stati proclamati beati dalla Chiesa
Che cosa hanno fatto di speciale?
Semplicemente non sono fuggiti davanti alla persecuzione…
Vivevano in Algeria e c’era il pericolo di essere uccisi dall’estremismo islamico
E si sono chiesti: “Che cosa desidera Dio da noi? Che ci mettiamo al sicuro o che restiamo?”
La Parola è scesa su di loro e li ha lasciati lì: ma sono stati presi e uccisi…
E sono, ora, una forza di riconciliazione per tutta l’Africa del Nord

E così anche noi oggi, guardiamoci dentro!
Qual è la Parola che ci è piombata addosso e che illumina la nostra vita?
Come l’Eterno ci parla? Come possiamo camminare verso la pienezza della vita?
Ecco ora Gesù, Parola eterna del Padre, viene su di noi
e ci indica il cammino, ci dona la vita e ci nutre con la sua presenza viva!
Lasciamolo agire in noi… Lasciamo che ci parli, che ci liberi, che ci guidi!
Vieni, Signore Gesù!

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dalla Regola di vita
Accoglienza e formazione dei nuovi membri
I chierici che intendono pronunziare i voti devono avere il consenso scritto ed esplicito del loro Ordinario.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.