seguire Gesù… sine glossa

Marina di Minturno
17 aprile 2016
IV Domenica di Pasqua

Nel capitolo decimo, san Giovanni presenta Gesù come il pastore buono…
“Buono” qui si oppone a “cattivo”, “brutto”, “inaffidabile”
Proprio come nel dialetto nostro quando una persona vale diciamo che è “uno buono”
Gesù è il pastore di cui si può fidare, a cui possiamo affidarci!
Eppure… chi oggi sottoscriverebbe questa cosa? Chi si fida davvero di Gesù?
Non dico di quello che immaginiamo, di quello che vorremmo
Ma del Gesù vivo, vero, quello che opera nella Chiesa che è il suo corpo vivente nella storia!
Chi, oggi, accoglie davvero Gesù come pastore, come guida?

Eppure è l’unico che vale la pena di seguire
L’unico che ci offre una autentica libertà in Lui…
L’unico che ci conduce ad una vita di successo, una vita che vale di essere vissuta per l’eternità!
Noi seguiamo tante persone, seguiamo noi stessi, seguiamo le mode
Seguiamo santoni, preti che sanno attirare, messaggi vari
Ma Gesù… non ci interessa molto: dobbiamo riconoscerlo!
Però, appunto, ne varrebbe la pena!
Così, per esempio, ha cercato san Francesco di Assisi
Che ha saputo rinnovare la Chiesa e il mondo con questo suo desiderio di seguire Gesù
E Gesù solo, così come il Vangelo ce lo presenta sine glossa, senza particolari interpretazioni
Quello che intendeva san Francesco, come tanti altri santi, era la persona stessa del Signore Gesù
Così come Egli si fa incontrare nel Vangelo, nei sacramenti della Chiesa, nei poveri

E così egli ci indica che ci sono queste tre cose che ci fanno scoprire il pastore buono
E ci permette di capire come ascoltare la sua voce e seguirLo
Il Vangelo, anzitutto!
Leggere il Vangelo e ascoltare Gesù che in esso ci parla è fondamentale!
Purtroppo, però, mi sembra che ultimamente si voglia avere del Vangelo una visione umanizzata
Cercare, cioè, quello che ci è più facile, più alla portata di mano!
Scoprire l’umanità di Gesù, che in sé è una bella cosa, ma che, in questa versione
Suona come una mutilazione del Signore che è sempre, in ogni pagina del Vangelo
Uomo, ma anche Dio; solidale col peccatore, ma inflessibile con il peccato
Tanto che per san Francesco la sintesi del Vangelo è tutto nell’umiliazione del Verbo
Nella sua incarnazione e, soprattutto, nel crocifisso
Questo è il luogo dove tutto il Vangelo si fa dolce e piccolo e comprensibile!
Ma se io nel Vangelo cerco un Gesù umano, un Gesù fragile e ferito, un Gesù come me…
Non cerco il mio pastore buono, ma un compagnuccio di merende
Non così l’hanno cercato i santi e san Francesco in special modo!
Ascoltare il Vangelo, lasciarsi istruire dalle sue pagine
Mettersi alla scuola del Signore è la prima via per seguire il buon pastore!

Ci sono poi i sacramenti della Chiesa e i suoi ministri…
Eh sì… perché per san Francesco ogni sacerdote, anche se indegno nella condotta, era un suo maestro
Perché donava a lui la presenza viva del Signore Gesù!
Vivere dei sacramenti significa incontrarsi con la forza della persona del nostro buon Pastore
Partecipare alla Messa, non subirla o sopportarla, ma viverla con partecipazione interiore
Vivere dei sacramenti è concretamente essere uniti al Signore e lasciarsi condurre da lui
Nei pascoli della vera vita, alle sorgenti della nostra salvezza!
Questa è la seconda via…

E l’ultima è la via della povertà, dell’amicizia con i poveri del mondo e della storia!
Chi sono i poveri? Non solo quelli che chiedono… specialmente nelle nostre strade
I poveri sono quelli di cui nessuno ha grande considerazione
E il nostro Papa ieri ci ha dato un grande esempio di vicinanza concreta e ricca di fede
Sono coloro che dai giochi dei potenti del mondo sono offesi, messi da parte, trascurati!
Lì Dio si nasconde, lì Dio ci attende per poterci incontrare
Spesso mi chiedo “Come mai non ci sono molti professionisti tra di noi?”
E mi dico che è un buon segno! Siamo una Chiesa, una parrocchia di poveri
E sempre più la Chiesa in futuro sarà una Chiesa fatta di gente che non cerca di farsi strada
Ma che vuole seguire umilmente il Signore con verità e forza!
Senza grandi numeri, senza capacità organizzative e potenti mezzi
Ma con la forza della vita evangelica!

Così possiamo seguire Gesù, il nostro pastore!
Lasciamo che altri seguano altri pastori
Noi ascoltiamo il Vangelo, accogliamo con gioia i sacramenti della Chiesa
E viviamo da poveri con i poveri…
Così saremo persone libere che possono giungere alla pienezza della vita
Saremo persone che rinnovano il mondo
Come san Francesco e tutti i grandi santi!

Share

Lascia un Commento

dalla Regola di vita
Vita di obbedienza
Fra di loro i membri della comunità scelgono una persona perché sia il (la) garante delle decisioni comuni e renda agile il corso della vita fraterna. È il (la) responsabile della comunità.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.