Settembre 2014

madonna del colleIl ritorno a casa e la lenta ripresa delle cose ordinarie.
Alcune piccole novità nella disposizione in chiesa, nella vita comune e qualche piccola iniziativa che vorremmo realizzare.
E poi siamo stati invitati alla preparazione della festa della Madonna del Colle a Lenola dove siamo stati per la Messa e per un incontro di testimonianza e preghiera lo scorso 10 settembre. Anche la parrocchia di Suio ci ha invitato per la festa di san Michele, titolare e patrono del paese. Siamo andati nel giorno del santo per la Messa e per la processione.

Poi abbiamo fatto gli esercizi spirituali! Siamo andati a Galloro, da coloro che nella Chiesa sono maestri di discernimento e di guida nello Spirito.
Ci ha aiutati p. Massimo Tozzo. Tutto tipicamente “gesuitico”. Anche la liturgia che è stata così scarna e minimale: è proprio vero che i gesuiti nec rubricant nec canunt! Ed è stato bello poter imparare (almeno per Angelo e Daniel) come fare la meditazione e la contemplazione secondo il metodo di sant’Ignazio di Loyola. Ci siamo immersi nel Vangelo di Marco che stiamo pregando nella Lectio quotidiana: ne abbiamo ripercorso insieme la prima parte con tante piccole luci e molta “unzione” interiore.galloro

E ora siamo in marcia per vivere le cose ordinarie, colme della straordinaria presenza dello Spirito del Risorto! 

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dalla Regola di vita
Vita di povertà
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per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.