Sotto la parola di Dio

Palermo, 5 dicembre 2015; un momento dell’ordinazione di mons. Lorefice.

Marina di Minturno,
6 dicembre 2015
II domenica di Avvento

“La Parola venne su Giovanni Battista”… abbiamo ascoltato nel Vangelo
(in realtà non c’è nessun verbo, nel testo greco…
(e così mette in evidenza una situazione più che un’azione)
Comunque sia è un’espressione davvero strana, non trovate?
La Parola si trova sopra san Giovanni…
Lui è sotto e la Parola sta su di lui!
Quando un sacerdote viene ordinato vescovo c’è questo segno molto importante
Mentre il vescovo consacrante pronuncia la preghiera per l’ordinazione
Sulla testa di chi viene ordinato due diaconi mantengono il libro dei Vangeli aperto
La Parola di Dio sta sopra… il nuovo vescovo sta sotto di essa!
È un segno molto chiaro e bello: tutti nella Chiesa sono “sotto” la Parola di Dio
Dio parla: e chi crede, chi vuole avere la vita sta all’ombra di questa parola di Dio
Faccio un altro riferimento al testo greco, perché è importante:
In questo brano la parola non è il discorso, la parola ispirata di Dio, la “Scrittura”
Non è, come ascolteremo a Natale, il “Verbo” di Dio
Qui la parola è proprio il fatto che Dio parla, che Dio dice: l’azione stessa del parlare
Così che comprende tutto il ricco mondo attraverso cui Dio ci raggiunge con la sua Parola
Certamente la Scrittura
Cioè la Parola di Dio fissata nella tradizione ecclesiale e riconosciuta come ispirata
Ma anche tutta l’azione della Provvidenza
Cioè tutto quello che Dio ci dice attraverso gli eventi della vita, della nostra storia
E poi anche tutte le ispirazioni interiori, i movimenti che nel profondo di noi
Ci muovono verso il bene e la nostra vera salvezza
Tutto questo è Parola di Dio, ciò che Dio ci dice
Ecco, questa Parola, ad un certo punto, è piombata su Giovanni Battista
Un momento chiaro, che il Vangelo ci vuole descrivere con precisione
Attraverso l’elenco delle autorità che lo hanno segnato e lo individuano nella storia
In un preciso momento della storia del mondo e della vita di san Giovanni
Questo parlare di Dio l’ha inondato, l’ha investito e l’ha reso profeta!
E anche noi!
Anche per noi è stato così: in un momento preciso della nostra vita e della storia del mondo
La Parola di Dio è stata su di noi, ci ha inondato
Quando?
Nel giorno del nostro Battesimo!
In quel preciso istante in cui l’acqua ha toccato la nostra testa
E il sacerdote ha detto “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
In quel momento la Parola di Dio è piombata su di noi
E non siamo più abitati dalla parola del male e del peccato
Noi siamo inondati da questo dire continuo di Dio che vuole salvarci e liberarci!
E noi saremo davvero noi stessi quando risponderemo a questa nostra “natura”
Di essere “sotto la Parola di Dio”, di essere dominati da questa Parola
Se, invece, la Parola di Dio non ci abita o, peggio ancora, noi ci poniamo sopra di essa
Perdiamo la verità di ciò che siamo, torniamo ad essere schiavi dei nostri sentimenti
Delle nostre emozioni, delle nostre parole (o di quelle di qualcun altro)
La Chiesa è il Popolo di coloro che restano sotto la Parola di Dio
– perciò il Vescovo, quando viene consacrato, resta sotto il Vangelo
perché il Vescovo è il segno di unità di tutto il Popolo di Dio, di tutta la Chiesa! –
La Chiesa non è un gruppo religioso che segue la Bibbia piuttosto che il Corano o i Veda
Ma è il Popolo che si ritrova sotto la Parola di qualcuno che riconosce come Dio
È il popolo radunato da questa Parola, costruito da questa Parola
Ed è anche un popolo che proclama questa Parola: un popolo di profeti!
Così questo Vangelo, oggi, ci invita non solo a metterci, con umiltà, sotto la Parola di Dio
Ma ci invita anche ad esserne annunciatori, ad essere profeti
Persone, cioè, che parlano delle parole ascoltate da Dio e solo di queste si fidano!
A san Giovanni Battista stare sotto la Parola è costato non poco
E così agli Apostoli, ai primi cristiani, a tanti cristiani nel mondo
E, se ci pensiamo bene, costa anche a noi!
Se noi davvero ci mettessimo sotto la Parola di Dio,
Se fossimo radicalmente coerenti al Signore che ci parla
Non potremmo più vivere come facciamo adesso: cristiani per tradizione, per convenzione sociale
Dovremmo essere capaci di avere un vita più sobria e meno legata alla sicurezza dei nostri beni
Dovremmo essere contro alcune convenzioni sociali che ci impongono stili di vita non cristiani
Dovremmo essere ardenti annunciatori della verità di Gesù ad un mondo che lo mette da parte
Dovremmo colmare valli, abbassare montagne…
Accogliamo, allora, l’invito che proprio Dio con la sua Parola di offre oggi!
Poniamoci sotto la protezione di questa Parola che può far germogliare in noi
La vita vera, quella che il Battesimo ci ha donato!
Restiamo in ascolto di Dio che ci parla e lasciamoci abitare dalla sua Parola
Soprattutto non giudichiamo questa parola con le nostre basse considerazioni,
Ma abitiamo all’ombra di Dio che ci parla:
Qui è tutto il nostro valore… la nostra vera vita!

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dalla Regola di vita
Vita di lavoro
Ogni membro della comunità, perciò, ha un’attività lavorativa che compie con zelo e impegno e in cui acquisisce un livello abbastanza alto di professionalità.
per pregare con noi oggi

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.