The standing Jesus

04372867ef273bc411c8bed1449c9350 Marina di Minturno
26 giugno 2016
XIII domenica del Tempo Ordinario

 

Nel Vangelo di san Luca questo è uno snodo essenziale
E il testo che abbiamo appena ascoltato lo mette bene in evidenza
Con un linguaggio particolarmente importante e solenne
Cha fa da riferimento addirittura alla fine di tutto il Vangelo:
Gesù sarà elevato in alto e questo è il “compimento” di tutto…

E Gesù prende una decisione ferma, letteralmente “rende duro il suo volto”
Come Isaia dice del Servo del Signore che rende la sua faccia dura come pietra
Perché sa che il Padre non lo deluderà, che si compirà il suo destino di salvezza!
Il volto duro di Gesù!
Dovremmo imparare a contemplarlo perché è un aspetto molto importante
E, per noi, in questi nostri tempi, particolarmente utile!

Chi è Gesù, infatti?
Uno che asseconda i desideri? Uno che si fa condurre da ogni persona che lo cerca?
Uno che ci permette di fare quello che vogliamo fare noi?
Spesso immaginiamo così Gesù, un bonaccione che alla fine riusciamo a convincere…
Uno che non ha mai la “faccia dura come pietra”
Ma, invece, non è così! Gesù ha un suo disegno
Che è la volontà del Padre da compiere, che è la salvezza dell’uomo
E che comporta il dono della sua vita nella sofferenza atroce della Passione e sulla croce!

Ora, però, ciò che dobbiamo pensare è che questa “durezza” di Gesù
Non solo ci dona la salvezza nel suo nome, nella sua presenza viva!
Ma ci dona finalmente una possibilità di riscatto, di autentica liberazione…
Che cosa intendo dire?
Spesso vediamo, oggi, come siamo vittima di una società che un grande sociologo ha definito liquida
E sono soprattutto le persone più giovani e indifese a essere vittima di una mancanza di riferimenti
Eternamente indecisi su che cosa fare nella vita, o delusi ora da questo ora da quello

Fino a qualche tempo fa c’era l’impressione che tutto fosse già prestabilito
Dovevi stare in cliché preordinato… è venuto il “sessantotto” e tutto è cambiato
Ognuno può essere regista della propria vita! Ognuno può determinarsi…
Una cosa in sé buona, se uguale fosse per tutti la possibilità di poter scegliere
Scegliere davvero, dico, con chiara conoscenza, con piena libertà interiore
Purtroppo vediamo che, invece, ci troviamo in un continuo pantano…
Possiamo scegliere così tante cose
– perché a quella “rivoluzione della libertà” si è affiancato un consumismo sfrenato –
Che molti perdono così tanto tempo a scegliere che non combinano nulla nella vita!
O sono sempre alla ricerca di nuove esperienze, novità
O sono, ancora, bloccati perché non sanno cosa sia meglio scegliere!

Ed ecco che l’umanità perfetta di Gesù oggi ci illumina, ci dona una via d’uscita
Specie a tanti giovani, spesso neanche più tanto giovani, che sono sempre al bivio
Gesù sceglie! Non lascia scegliere alla vita, o dagli altri, o dai genitori (naturali o spirituali)
E invita ad andare dietro di Lui con determinazione e forza, senza mollezze, senza tentennamenti!

Ci sono quelli che non ci accettano! Come i samaritani…
E Lui, senza maledizioni o invettive – come vorrebbero alcuni discepoli – prosegue la sua via!
Vorremo avere delle sicurezze, dei sogni che si realizzano! Come il primo che entusiasta lo segue!
E Lui raffredda ogni entusiasmo: “Non ci sono luoghi dove posare il capo!”
Cioè non puoi seguire Gesù – e la realizzazione della tua vita – se vuoi vantaggi e sicurezze!
C’è chi addirittura viene da Lui invitato!
Ma occorre mettere da parte persino le cose più belle e doverose, come l’amore per i genitori
Anzi, “chi mette mano all’aratro e poi si volta indietro non è degno del Regno di Dio”
Una frase che per noi, generazione ormai abituata al compromesso suona quasi blasfema!
Eppure…

Mi sembra che questa sia una vera medicina per il nostro cuore
Perso nelle nebbie dell’indecisione, del “chissà se farò bene”, del dialogo che non costruisce ponti
È un vero balsamo che può aiutare tutti noi a essere non cristiani del compromesso
Ma cristiani della franchezza evangelica, della determinazione nel seguire Dio

C’è un alternativa tra l’integralismo di Giacomo e Giovanni e la nostra mollezza?
Sì! È la via a cui ci invita Gesù oggi: rendere certo il nostro volto,
Sicuro di voler seguire la via che Egli ci invita a intraprendere!
Anche contro i nostri fantasmi interiori, oltre i nostri sogni e desideri
Persino contro i nostri sentimenti e le nostre paure!

Seguimi… senza se, senza ma, con un volto certo e un cuore determinato!
Seguimi… io, il Signore, ho già preparato il terreno perché tu non inciampi…

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dalla Regola di vita
Regola di vita della Fraternità di San Bonifacio
In modo tutto speciale la fraternità guarda con amore e devozione alla Beata Vergine Maria. In Lei trova realizzato in maniera singolare ed unica, ciò che il Padre desidera e ama nella Chiesa, creatura del suo Spirito di Amore, e in ogni persona, creata per essere immagine del Figlio suo diletto. Perciò, come il discepolo prediletto, vuole accoglierla nella propria casa perché sia maestra nell’ascolto della volontà del Padre, nell’accoglienza dello Spirito Santo e nell’amore tenero e forte verso il suo Figlio, Gesù. Ogni membro della fraternità scopre nell’attenzione materna e nell’intercessione della Vergine sua Madre un sostegno ineguagliabile e insostituibile nella lotta spirituale cui la vita monastica conduce.

I monaci hanno fatto l'Europa,
ma non l'hanno fatta consapevolmente.
La loro avventura è anzitutto, se non esclusivamente,
un'avventura interiore,
il cui unico movente è la sete.
La sete d'assoluto.
La sete di un altro mondo,
di verità e di bellezza,
che la liturgia alimenta,
al punto da orientare lo sguardo
verso le cose eterne;
al punto da fare del monaco
un uomo teso con tutto il suo essere
verso la realtà che non passa.
Prima di essere delle accademie di scienza
e dei crocevia della civiltà,
i monasteri sono delle dita silenziose
puntate verso il cielo,
il richiamo ostinato, non negoziabile,
che esiste un altro mondo,
di cui questo non è che l'immagine,
che lo annuncia e lo prefigura.